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THC Urine: Quanto tempo Rimane e Come Eliminarlo

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THC Nelle Urine, Quanto tempo Rimane e Come Eliminarlo

THC nelle Urine: Come Eliminarlo e Quanto tempo Rimane

THC nelle Urine: Come Eliminarlo e Quanto tempo Rimane?

Perché è presente il THC nelle urine?

Consumando Cannabis, il THC si accumulerà nelle cellule adipose, le quali costantemente secerneranno grasso contenente metaboliti del THC. In questo modo, quando il flusso sanguigno ritirerà le cellule di grasso, ritirerà anche il THC, per cui, quando si formerà l’urina, questa ritirerà, a sua volta, dal flusso sanguigno le cellule da espellere e quindi anche il Principio Attivo.

In teoria, il tempo di dimezzamento del THC nelle urine è compreso tra gli 0.8 e i 9.8 giorni.

Il limite massimo di tempo in cui il THC rimarrà presente nelle urine è di:

  • 3 giorni per i consumatori occasionali
  • 30 giorni per i consumatori frequenti, dopo l’ultima assunzione

Tuttavia, ci sono vari fattori che incidono in maniera più o meno rilevante sullo smaltimento del THC dalle urine, come:

  • il metabolismo,
  • il grado di tolleranza di ogni individuo,
  • la frequenza d’uso,
  • il consumo di liquidi giornaliero
  • il tipo di marijuana o hashish che si consuma.

Un altro fattore, non meno importante, che incide sulla presenza di THC nelle urine è ovviamente la percentuale di grasso adiposo nel corpo. I tessuti grassi, infatti, sono un ottimo deposito per i metaboliti del THC: il grasso renderà difficile un’eliminazione veloce del THC dalle urine.

Questo problema è, però, risolvibile con l’attività fisica. Questa, infatti, aumentando il tasso metabolico fino al 2000%, renderà più facile l’eliminazione del THC.

Anche tenendo conto di ogni variabile, è comunque impossibile prevedere quanto tempo i metaboliti rimarranno nelle urine di un individuo: si potrebbero trovare, infatti, soggetti che, pur facendo un eccessivo uso della Cannabis, riescono a smaltirla prima rispetto a soggetti che, invece, ne fanno un uso solo occasionale.

Cosa dice la Scienza del THC nelle Urine?

Secondo quanto riportato da una rassegna pubblicata dalla rivista Drug Court Review a cura del Dr. Paul Cary della University of Missouri:

… è improbabile che resti del THC nelle urine di un consumatore occasionale per più di una settimana e per più di 21 giorni nelle urine di un consumatore frequente.

Il test antidroga effettuato sulle urine rileverà tracce di THC per almeno 30 giorni dopo l’assunzione.

L’analisi del Dr. Cary ha evidenziato che periodi di detenzione di THC nelle urine superiori ai 30 giorni – giorni nei quali l’individuo non ha fatto uso di Cannabis – sono molto rari: fissando un limite di concentrazione di THC pari a 20 ng/ml, il periodo medio di detenzione di THC nelle urine è risultato di 14 giorni.

Eliminare il Thc nelle UrineUn altro studio scientifico, condotto da Ellis e dai suoi colleghi, dimostra che, in uno stato di astinenza strettamente controllato, i consumatori frequenti risultano positivi al test antidroga delle urine fino a 46 giorni. Tuttavia, continuando ad effettuare test antidroga sui soggetti, questi risultavano ancora positivi. Per scendere al di sotto dei limiti rilevabili di THC presente nelle urine si avrebbe bisogno di ulteriori 31 giorni, per un numero complessivo di 77 giorni: solo dopo il 77° giorno, il soggetto risulterà sempre negativo al test delle urine. La media per tutti i soggetti, invece, fu di 27 giorni.

Secondo lo studio di Rolf Aderjahn, invece, il THC può essere rilevato nelle urine per 4-6 settimane. Come quello di Ellis, anche questo studio evidenzia la positività per 77 giorni specificatamente, però, in soggetti che hanno consumato Cannabis per oltre 10 anni.

Fumo passivo e THC nelle Urine?

Anche il fumo passivo può alterare non solo il valore di THC presente nelle urine, ma anche il test del capello. Tuttavia, il non fumatore deve trovarsi in una situazione estrema, come essere chiuso in una macchina piena di fumatori. In questo modo il non fumatore sarà costretto a inspirare tanto fumo passivo quanto un fumatore.

A confermarlo è uno studio effettuato dall’Esercito Americano su alcuni volontari: questi sono stati chiusi in una stanza piena di fumo cinque volte al giorno per un’ora. I test antidroga sulle urine sono risultati positivi già dal secondo giorno. Il test del capello, invece, potrebbe essere alterato e risultare, quindi, positivo con un semplice soffio di fumo sui capelli secondo lo studioso Clintont.

Tuttavia, il fumo inalato contenente THC ha effetti minori sull’organismo in quanto il THC viene assorbito.

Cibo con THC e Urine?

Secondo un articolo scientifico pubblicato sulla rivista Journal of Analytical Toxicology, i prodotti alimentari contenenti semi o olio di Canapa possono rilasciare nell’organismo umano piccole concentrazioni di THC che alterebbero i risultati di un esame delle urine.

L’assunzione giornaliera di 125 ml di olio di Canapa o 300 g di semi di Canapa corrisponde all’assunzione di 0.6 mg di THC, valore che rende positivo il test – un test delle urine, infatti, per essere negativo non deve superare i 50ng/ml di THC.

Questo riguarda anche le sostanze contenenti CBD, per le quali si potrebbe incorrere a falsi positivi. Anche se non è una sostanza psicoattiva, dosi massicce di CBD introdotte nell’organismo o attraverso alimenti o attraverso medicinali per curare specifiche patologie potrebbe far accumulare piccole concentrazioni di metaboliti nelle urine per cui un test antidroga risulterebbe positivo.

Rimuovere il THC dalle Urine

L’unico modo per eliminare, più o meno velocemente, il THC dal flusso sanguigno e dalle urine è fare esercizio fisico, il che richiederà un assorbimento cospicuo di liquidi – possibilmente acqua. Combinando attività fisica con il bere molta acqua, la quantità di THC nelle urine verrà notevolmente ridotta.

A favore di questa tesi, lo studio di Coleman e Baselt: confrontando l’uso di 1200 ml di acqua con quello di Quick Flush e di Eliminator, due prodotti commerciali aventi la specifica funzione di pulire l’urina, è emerso che «l’acqua da sola è efficace per eliminare i metaboliti dalle urine come i due prodotti».

Se fumo Cannabis Light risulterò positivo?

La Cannabis Light ha di norma valori di THC inferiori allo 0.5%, pertanto un uso sporadico della sostanza non dovrebbe influenzare negativamente il test delle urine.

Tuttavia un uso costante della sostanza potrebbe aumentare i livelli di THC nel sangue e quindi nelle urine e far risultare come positivo il test.

Come rimuovere il THC nelle Urine in vista di test antidroga?

Qual è il modo migliore per eliminare il THC nelle Urine

Qual è il modo migliore per eliminare il THC nelle Urine

Se ci si trova in imminenza di un test delle urine e non si ha il tempo di poter eliminare il THC nelle urine con l’esercizio fisico, esistono vari metodi per ovviare questo test, ma è importante ricordare che, per non risultare falsificato, un test dell’urina deve avere nelle norma tre parametri: peso specifico, creatinina e pH.

Come funziona il Test del THC nelle Urine?

Un’urina nelle norma ha un peso specifico che varia dal 1.002 al 1.030 negli adulti; un valore di creatinina pari a 20/25 mg/kg/giorno in un uomo adulto (indicativamente 1575mg/giorno per un uomo di 70 kg) e di 15/20 mg/kg/giorno in un donna adulta (indicativamente 1050 mg/giorno per una donna di 60 kg); e un pH compreso tra il 5.0 e il 6.0. Se uno di questi parametri o tutti e tre non dovessero essere nella norma, chi effettua il test considererà il campione di urina non valido.

Bere Tanta Acqua

Il primo metodo per ottenere urina pulita è quello di bere tanta acqua – sono consigliati almeno 8 bicchieri prima della prova. Ipersaturando l’organismo di liquidi, la presenza di metaboliti nelle urine verrà diluita e quindi risulterà minore rispetto alla quantità effettiva. Tuttavia, bere molta acqua darà alle urine un colorito abbastanza chiaro, per cui chi effettuerà il test potrebbe accorgersi che l’urina è stata diluita. In ogni caso, però, per chi è in prossimità della soglia di 50 ng/ml, bere molta acqua prima della prova potrebbe risultare comunque utile.

Diuretici e altri metodi

Un altro modo per diluire l’urina è utilizzare diuretici: avendo il compito di far urinare spesso, i diuretici aiuteranno ad eliminare il THC nelle Urine, abbassandone la quantità.

Bere molta acqua o usare diuretici non è l’unico modo per diluire l’urina. Essa, infatti, può essere diluita tramite l’aggiunta di acqua direttamente nel vasetto nel quale è contenuta. Tuttavia, questa prova come la precedente può essere scoperta facilmente: la temperatura dell’urina appena fatta oscilla tra i 32 e i 36 gradi. Con l’aggiunta di acqua, la temperatura scende e il test non viene considerato valido.

Vitamine, Carne e Minerali

Per arginare la possibilità che l’urina diluita venga scoperta, si può aumentare la quantità di creatinina nell’organismo. Questa è una sostanza, assumibile tramite l’ingerimento di carne rossa, presente nelle urine che nel test viene cercata per accertare che l’urina non sia stata sostituita da qualcos’altro: serve, quindi, a confermare che l’urina sia effettivamente urina. Mangiando tanta carne rossa prima del test, i livelli di creatina nel corpo aumentano a tal punto da risultare normali e da far pensare che l’urina non sia stata diluita.

Per risolvere, invece, il problema del colore chiaro dell’urina si può aggiungere nell’organismo vitamina B – responsabile del colore giallo dell’urina – o, in alternativa, vitamina C.

In aggiunta all’assunzione di carne rossa, vitamina B e C, anche l’assunzione di fibre può ridurre la presenza di metaboliti nell’organismo tramite l’intestino. Non avendo metaboliti nell’organismo o avendone comunque in maniera ridotta, le urine saranno pulite.

Urinare prima di effettuare il Test

Un ultimo metodo che rimane ovvio ed efficace, anche se non del tutto, è arrivare al test avendo già urinato. La prima urina della giornata, infatti, è quella che contiene la maggior parte dei metaboliti essendo la più sporca. È consigliabile, quindi, effettuare il test avendo già urinato un paio di volte.

Sostituire l’urina del Test

Nel caso in cui, però, non si riesca a manomettere la propria urina, si può sempre sostituire l’urina con quella di un’altra persona che risulterà sicuramente negativa al test.

Contribuisci Conosci altre Tecniche o Prodotti per pulire l’urina dal THC? Scrivi la tua nei commenti!

Cannabis

Cannabis e Microdosi: I vantaggi di un consumo Moderato

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cannabis microdosing 5

Viviamo nell’epoca in cui la corsa allo strain più forte e alti contenuti di THC significano tutto. C’è però una crescente comunità di sostenitori della Cannabis che spinge per un consumo più moderato della sostanza. Questa tecnica è chiamata “microdosing” o micro dosi, una tendenza sempre più apprezzata soprattutto fra i più grandi.

Cos’è il Microdosing?

microdosing with cannabis 2

Chi utilizza questa tecnica la preferisce al normale consumo perché permette di apprezzare i benefici del THC senza però dover affrontare gli effetti psicoattivi che possono interferire con le esigenze della vita quotidiana.

Il Microdosing è una tecnica già utilizzata con altre sostanze come l’LSD, molti però credono che questa può funzionare efficacemente anche per la Cannabis con alti contenuti di THC.

“Quando si assume una dose elevata si ottengono minori benefici e talvolta si ottiene l’effetto contrario a quello ricercato. Un po’ di cannabis può aiutare a ridurre l’ansia, mentre troppa invece può causarla”

afferma un medico del Maine.

Cosa comporta il Microdosing in ambito Terapeutico?

Il Microdosing viene consigliato principalmente ai pazienti che vogliono trattare condizioni e patologie quali: ansia, depressione, stress, dolore, migliorare la concentrazione e favorire il sonno.

Anche se mancano ancora le prove empiriche, molte cliniche affermano che in ambito terapeutico è meglio assumere piccole dosi di THC.

Qual è il dosaggio ottimale per la Cannabis?

microdosing with cannabis 3

La risposta è semplice ed è: dipende. C’è una enorme differenza nella quantità di THC contenuta nei vari fiori e hash.

Il microdosing è quindi qualcosa di molto personale, ogni individuo dovrebbe essere consapevole della quantità minima necessaria per sentire un effetto, ma anche di quella massima per non andare ko. Alcuni studiosi consigliano di partire con 2,5mg (2% circa di THC) per poi aumentare progressivamente laddove necessario.

Per chi consuma cannabis abitualmente o sta sviluppando una certa tolleranza al principio attivo, si raccomanda un periodo di astinenza di 48 ore, sufficiente per poter ripristinare il sistema endocannabinoide.

Anche se può sembrare una finestra temporale relativamente breve dopo anni di utilizzo, uno studio basato sull’imaging celebrale dimostra che dopo solo 2 giorni i recettori del sistema tornano ai livelli basali.

Pertanto la tecnica del Micro Dosing o micro dosi potrebbe aiutarti ad apprezzare maggiormente la cannabis e i suoi benefici.

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Cannabis

Come Pulire l’Hashish dal Taglio

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HASHISH

Nonostante ciò, è assolutamente illegale venderlo, consumarlo e produrlo.

Parliamo di un’enorme industria illegale che guadagna 23milioni di dollari ogni anno

Eppure in Marocco, purtroppo, i coltivatori e i produttori sono i più poveri e i più sfruttati – anche se produrre la resina e lavorarla non è costoso, essendo le piante coltivate outdoor.

Ad essere costoso è trasportarla illegalmente da un paese all’altro: una volta arrivata in Europa, il prezzo della resina aumenta anche del 300-400%.

Dati i numeri, l’interesse ad adulterare il fumo sembra ovvio: con pochi grammi di taglio si possono raddoppiare gli introiti

Ma c’è anche interesse a non fare stare male i consumatori, altrimenti non ci sarebbe mercato. Per questo motivo l’industria marocchina ha trovato soluzioni fantasiose (e neanche troppo nocive) per adulterare il fumo, pur garantendo hashish di aspetto e consistenza uguali ai fumi di ottima qualità.

Partendo da resina di scarsa qualità, le panette vengono tagliate con qualcosa che le renda friabili e sabbioso, come la colofonia (resina di pino); gli ovuli invece vengono adulterati con paraffina grezza o olio di cannabis (non illudetevi: anche questo è di qualità bassissima), per farli sembrare più morbidi e malleabili.

In generale, dato il basso costo di produzione, il fumo non è tanto tagliato come siamo invece portati a pensare: in certi casi costa molto di più comprare chili di sostanze adulteranti che produrre hashish puro e di qualità. Tutto ciò non limita le organizzazioni mafiose, soprattutto chi rifornisce le grandi piazze europee, ad adulterare pesantemente il fumo rendendolo irriconoscibile, con poco principio attivo e duro visti i metodi di conservazione.

Quindi come si può pulire il fumo che si ritiene tagliato?

Mentre i prodotti di taglio sono solubili in acqua e fondono a temperature medio basse, la resina è composta da tricomi formati da una membrana esterna cerosa, che la rende insolubile in acqua.

Anche la cera di pino è insolubile (come altri adulteranti), ma rispetto alla resina di cannabis fonde facilmente a temperature non troppo elevate (60°-135°), come nel caso dell’acqua bollente.

In sostanza, basta mettere il fumo fatto a pezzettini in una pentola piena d’acqua che bolle a fiamma bassa (90°-100°). Dopo di ciò, aspettare qualche ora: il materiale di scarto si distaccherà dalla resina, lasciando l’acqua sporca e scura.

Una volta terminato il procedimento, è necessario filtrare l’acqua (anche con i filtri da caffè) per recuperare tutta la resina e metterla ad asciugare, prima all’aria aperta e poi in freezer, finché non recupera il suo aspetto originale. Per rendere più facile il recupero di tutto il materiale pulito si può usare una bustina da tè vuota dove mettere il fumo sbriciolato. Se l’hashish è particolarmente tagliato questo procedimento si dovrà fare più volte, fino a quando l’acqua non rimarrà quasi trasparente.

N.B. Non è un metodo sempre efficace, infatti va bene per certi tipi di tagli ma non per tutti. 

A volte il fumo che non ci sembra buono – o che sembra tagliato – potrebbe semplicemente essere una seconda o una terza battitura. Sapere con precisione quale adulterante è stato usato è possibile solo  tramite analisi di laboratorio.

Purtroppo fino a quando il mercato nero fa da sovrano non ci sarà nessun tipo di garanzia per i consumatori e l’unico modo per capire se ci stiamo avvelenando o no, è l’esperienza.

Fonti:

http://www.ansamed.info/ansamed/it/notizie/rubriche/cronaca/2017/03/06/marocco-produzione-di-cannabis-2016-pari-al-23-del-pil_8374e109-2100-46c7-a220-e0d693d9354d.html

https://it.wikipedia.org/wiki/Colofonia#Patologie_legate_alla_manipolazione

https://it.wikipedia.org/wiki/Paraffina

https://hal.archives-ouvertes.fr/hal-01048576/file/Chouvy_-_Afsahi_-_IJDP_-_Hashish_Revival_in_Morocco_-_Revised.pdf

https://www.tni.org/files/publication-downloads/dpb_49_eng_web.pdf

https://ukcia.org/activism/soapbar.php

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Guida alla Preparazione dell’Olio di Canapa al CBD

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preparazione olio di cbd

In questo tutorial vedremo come preparare a casa l’olio di CBD andando ad estrarre il principio attivo con l’alcol etilico.

In questo Tutorial abbiamo utilizzato infiorescenze di Canapa Industriale, tuttavia è possibile replicare questo metodo anche con le Genetiche predominanti THC e avere quindi un Olio di Canapa al THC piuttosto che CBD MA FATE ATTENZIONE PERCHÉ È ILLEGALE !
Ti ricordo che lavorare con l’alcol etilico potrebbe comportare dei rischi per la salute ed esplosivi vista la veloce evaporazione di questo nell’atmosfera circostante. Pertanto è consigliabile effettuare la procedura in una stanza ben ventilata o se possibile all’aperto, e preferibilmente con un piano di cottura ad induzione per evitare fiamme vive.

Il prodotto che andremo ad estrarre avrà un contenuto di CBD fino al 60%, questo vuol dire che in 1 litro di soluzione raffinata possiamo avere fino a 600 grammi di CBD puro.

È importante quindi, una volta finito il processo di estrazione, andare a diluire questo Concentrato all’interno di Oli alimentari.

Diluire l’Estratto di CBD per l’uso Orale

Il CBD così come il THC è una molecola Lipsolubile, e può diluirsi quindi solamente nei grassi e non nell’acqua (Idrosolubile). La scelta nella nostra guida è ricaduta su un altro prodotto estraibile dalla Cannabis Industriale, ovvero l’Olio di Semi di Canapa che ha delle qualità organolettiche più uniche che rare.

Difatti questo, per via delle grandi concentrazioni di Oli essenziali e Grassi Buoni (Omega-3, Omega-6 ecc) risulta essere uno degli alimenti più completi e nutrienti al mondo.

Uno dei difetti dell’Olio di Semi di Canapa è spesso il suo gusto poco convenzionale e molto corposo, molti infatti preferiscono diluire l’estrazione di CBD in oli vegetali più neutri, come: l’Olio EVO d’Oliva o l’Olio di Cocco (molto utilizzato per via della sua neutralità).

Calcolare la Quantità di CBD nell’Olio di Canapa

Consumare l’Estratto nella sua forma “pura” potrebbe non essere così piacevole, o meglio potrebbe non piacere a tutti per il suo gusto pungente !

Pertanto è importante, nel momento della diluizione in oli vegetali, capire quanto estratto aggiungere a questo.

Sul mercato si trovano spesso flaconi da 10ml al 4, 10 o 20 % di CBD. Per capire la quantità reale di CBD (si misura in grammi e non litri) presente nel flacone bisogna effettuare una semplice operazione aritmetica.

Il Contenuto di CBD è uguale al Contenuto Totale del Flacone fratto 100 e moltiplicato per la percentuale indicata sulla boccetta.

Quindi un Olio di CBD 10ml al 4% conterrà: CBD = 10 (ml) / 100 * 4 (percentuale) >  0,1 * 4 > 0,4 (400mg) grammi di CBD Puro.

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