Connettiti con la Community

Cronaca

Taranto: sequestri di Cannabis Light in tutta la Provincia

Published

in

Sequestro di Cannabis Light nella provincia di Taranto

 Lo scorso 5 dicembre 2018 a Taranto i Militari del Nucleo di Polizia Economico hanno perquisito 48 esercizi – nr. 39 nella Provincia di Taranto; nr. 9 nelle regioni Campania, Calabria, Lazio e Lombardia – che commercializzavano la Cannabis Light, sequestrandola.

Il decreto di perquisizione e sequestro è stato emesso dalla Procura della Repubblica, a firma del Procuratore Capo, dott. Carlo Maria Capristo, del Procuratore Aggiunto dott. Maurizio Carbone e del Sostituto Procuratore dott.ssa Lucia Isceri.

Tale decreto – la legge nr. 242/2016 – ha come finalità

” il sostegno e la promozione della coltivazione e della filiera della Canapa, quale coltura in grado di contribuire alla riduzione dell’impatto ambientale in agricoltura, alla riduzione del consumo dei suoli e della desertificazione e alla perdita di biodiversità, nonché come coltura da impiegare quale possibile sostituto di colture eccedentarie e come coltura da rotazione. (…) Il sostegno e la promozione riguardano la coltura della canapa finalizzata: alla coltivazione e alla trasformazione; all’incentivazione  dell’impiego  e  del  consumo  finale  di semilavorati  di  canapa  provenienti  da  filiere   prioritariamente locali; allo  sviluppo  di   filiere   territoriali   integrate   che valorizzino i risultati della  ricerca  e  perseguano  l’integrazione locale e la reale sostenibilità economica e ambientale; alla  produzione  di  alimenti,  cosmetici,   materie   prime biodegradabili e semilavorati innovativi per le industrie di  diversi settori; alla realizzazione di opere  di  bioingegneria,  bonifica  dei terreni, attività didattiche e di ricerca.”

È vietata, dunque, la commercializzazione di prodotti contenenti THC superiori allo 0,6%, perché valore considerato nocivo alla salute dell’uomo. Con valori compresi tra lo 0,2% e lo 0,6% non si può parlare di sostanza stupefacente.

Dai conseguenti accertamenti, è emersa la presenza di una rete commerciale di tali prodotti che avevano una percentuale di THC superiore allo 0.5%.

Tuttavia, la perquisizione ed il sequestro non sono stati convalidati dal giudice per le indagini preliminari, Vilma Gilli, perché i termini erano ormai decaduti. Il magistrato ha deciso, comunque, di emettere questo decreto di sequestro preventivo, che sarà, tuttavia, valutato dal tribunale del riesame in questa settimana.

Ma quali sono i limiti imposti dalla legge italiana?

Nel 2016 il governo italiano ha voluto dare maggiore spazio al mondo della Cannabis Light, risultante come un mondo redditizio e produttivo, sulla scorta della situazione statunitense. Per cui, è stato aumentato il range consentito per la coltivazione di Canapa legale, anche se con qualche limitazione.

Tuttavia, il provvedimento del 2016 è risultato non solo molto sintetico, ma anche poco chiaro, per cui sono state molte le incomprensioni che ha generato: prima fra tutte il comportamento da seguire in specifiche situazioni.

Andando nel dettaglio, si scopre che la legge italiana consente la coltivazione della Canapa legale avente una percentuale di THC non superiore allo 0,6% e con l’utilizzo di sementi registrati nell’UE – legge nr. 242/2016.

Inoltre, per procedere alla coltivazione non è necessaria alcuna autorizzazione, per cui non è necessario dover comunicare questa alle forze dell’ordine locali. Tuttavia, il coltivatore dovrà conservare gli scontrini della semente e le fatture, per un massimo di 12 mesi.

Cos’è cambiato il 20 luglio 2018?

In questa data, Matteo Salvini ha firmato e diramato una circolare che prevede che qualsiasi tipologia di Canapa commercializzata con quantità di THC superiore allo 0,5% – non più 0,6% – deve essere considerata sostanza stupefacente e quindi trattata sulla base della legge nr. 309/1990.

Questa, però, non ha valore di legge ed è finalizzata ad uso interno – chi non fa parte dei destinatari, quindi, non è tenuto a rispettarne i contenuti. Inoltre, non differenzia le droghe leggere dalle droghe pesanti, mettendo a rischio chi commercializza sostanze che, secondo la 309/1990, sono considerate stupefacenti.

Sarà considerata legale, quindi, qualsiasi tipologia di Canapa con una percentuale di THC non superiore allo 0,5%.

È su tali basi che ha agito, quindi, la Guardia di Finanza di Taranto.

Cronaca

Il Proibizionismo continua ad Uccidere nel silenzio Nazionale

Published

in

da

ennesima vittima del proibizionismo della cannabis

Trovano in un cassetto un bilancino di precisione ed un Grinder: scoprono in questo modo che il figlio fa uso di cannabis. Inizia la lite e ci vuole poco perché si trasformi in tragedia.

Il ragazzo, appena diciassettenne, con un gesto disperato, in seguito alla sfuriata dei genitori, si lancia dal balcone della sua camera fino a raggiungere il marciapiede, dopo un volo di ben 4 piani.

Con le sirene spiegate arriva l’ambulanza ma è troppo tardi. Il finale è scontato: il ragazzo muore intorno alle 22 tra l’incredulità dei genitori e dei parenti presenti.

Ci stringiamo, in questo momento drammatico, alla famiglia, alla quale rivolgiamo le nostre più sentite condoglianze.

La Politica della Propaganda e del Proibizionismo

Quali sono state le motivazioni di questo gesto così forte, e soprattutto disperato, figlio di una politica antidroga aggressiva e immotivata, che continua a reprimere testardamente una pianta che in altre nazioni viene considerata una medicina – per alcuni versi anche nel nostro, ma tra i fruitori persiste il tabù?

Il ministro degli Interni Matteo Salvini, dopo appena qualche mese al governo, ci ha già abituato alle sue sentenze, la più recente delle quali riguarda proprio le Droghe e la proposta di voler abolire la Modica quantità.

Questa è propaganda spicciola basata su faziosità, ma soprattutto sull’ignoranza in materia di droghe leggere dell’elettore medio che non farà altro che mietere altre innocenti vittime, tra le quali inevitabilmente ragazzi adolescenti, andando ad aumentare il consenso di questo mostro da slogan.

La stessa scena era già accaduta non meno di un anno fa: i genitori trovano la Cannabis del figlio, iniziano a parlargli con tono perentorio di come questa sia la “droga di passaggio” ad altre droghe più pesanti e come potrebbe finire se continuasse a farne uso e… la fine la conosciamo tutti.

La Cannabis non ha mai ucciso nessuno, questo è un dato di fatto. Il proibizionismo, al contrario, conta sempre più vittime: giovani e meno giovani, suicidi ed omicidi, storie di ragazzi torturati dalle forze dell’ordine. La lista è lunga e la soluzione a questo può essere solamente una: Legalizzare la Cannabis. Chi afferma il contrario sa di mentire.

Nessuno mette in dubbio la necessità di limitare l’uso ai soli maggiorenni, normalizzare il mercato e stabilire modi e limiti.  Ma soprattutto, ci vuole anche informazione ed educazione sia da parte di chi ne fa uso sia da parte dei genitori o di chiunque si trovi vicino a chi ne fa uso.

E mentre sempre più genitori vedono morire i propri figli, i nostri politici continuano a fare propaganda negativa senza ovvia ragione, spingendo le Forze dell’Ordine a ripercuotersi contro chi ne fa uso.

Questo articolo si conclude con un appello ai nostri politici: Legalizziamo la Cannabis e strappiamo questo business dalle mani delle mafie, investiamo nell’informazione e nell’educazione alla Cannabis per una nuova visione di questa Pianta,  per evitare il ripetersi di queste tragedie senza senso.

Continua la Lettura

Cronaca

Ordinanza contro i consumatori di Cannabis light a Riva Ligure

Published

in

da

Cannabis Light Riva Ligure

A Riva Ligure si rischiano tra i 25 e i 500 euro di multa se si consuma Cannabis Light in un luogo pubblico. L’ordinanza, approvata dal Primo Cittadino, lascia discutere perché rappresenterebbe un danno per le imprese locali.

La decisione presa dal Sindaco si basa sulle raccomandazioni del Consiglio Superiore della Sanità

Il Consiglio Superiore della Sanità ha consigliato di non consentire la libera vendita di cannabis perché potenzialmente rischiosa per la salute. Anche solo per coerenza, la Cannabis Light non dovrebbe essere vendibile. Dire che la si può acquistare per profumare l’ambiente significa prendere in giro le persone e la stessa legge che esplicitamente vieterebbe il proselitismo.

Questa servirebbe a tutelare la salute pubblica. Tuttavia, non è stato considerato l’impatto economico che sta avendo questo mercato e le aziende nate intorno a questo prodotto.

Cannabis Terapeutica: Si all’aumento dei quantitativi per il 2019

Il sindaco ha aggiunto:

Non mi interessa sapere perché il Ministero della Salute non abbia ascoltato le indicazioni scientifiche di un Consiglio che riunisce i maggiori scienziati del Paese in termini di salute pubblica. Mi interessa solamente dare risposte a tanti genitori preoccupati. Non posso vietarne la vendita perché il presupposto della mia vita politica è quello che le leggi si osservano,ma non lesinerò dall’adottare tutti quei provvedimenti che rientrano nelle mie prerogative per limitarne l’utilizzo. Non mi rassegno al processo di normalizzazione del consumo che si sta compiendo. Sono troppo preoccupato dal totale annullamento della percezione del rischio.

Dopo aver analizzato il provvedimento, Gianluca Boeri, amministratore della SunremoLab e rappresentante provinciale e regionale per Coldiretti, ha commentato in questo modo le parole del sindaco:

In commercio ci sono tantissimi altri prodotti, anche con le insegne del Monopolio di Stato che fanno ancora più male e ci sono anche molti pareri scientifici dove si parla degli effetti positivi dei cannabinoidi per svariate tipologie di disturbi legati ad esempio all’insonnia, per un uso analgesico o addirittura come deterrente contro il fumo. E’ prioritario che si arrivi a definire la destinazione d’uso e non c’è bisogno di fare gli ipocriti. Io sono il primo a dire che si usa principalmente per consumo da combustione, inalazione o comparto alimentare. Questo prodotto deve essere correttamente regolamentato con una accisa tollerabile. In questo modo garantirebbe allo Stato un introito e permetterebbe la vendita in appositi punti vendita controllabili, dando così la possibilità di apporre sui prodotti tutti gli avvisi di precauzione e divieto. Questo passo servirebbe ad aiutare un settore in crescita che oggi è a rischio a causa dei pericoli derivanti dalla concorrenza sleale e dalla importazione di prodotti illegali, in un clima di generale confusione dove chi ci rimette sono tutte le aziende legali che hanno creduto in questo tipo di coltivazione.

 

 

Continua la Lettura

Seguici

Trending

Iscriviti
Telegram

Copyright © 2020 | YouWeed.it - La redazione di YouWeed e i suoi collaboratori non intendono e non vogliono in alcun modo incentivare e/o promuovere condotte vietate dalle attuali leggi vigenti in Italia e in tutti i Paesi dove la rivista è distribuita. Tutte le informazioni contenute nella rivista e sul sito web (YouWeed.it) sono da intendersi esclusivamente ai fini di una più completa informazione personale e di cultura generale.