Connettiti con la Community

Politica

Cannabis Light: La Cassazione conferma il limite di 0.2% THC

Published

in

La Cassazione impone il limite per la cannabis light a 0.2%

Dopo l’approvazione della legge del 2 dicembre 2016, il mercato della Cannabis Light era esploso in Italia così come in tutto i mondo, aprendo le porte ad un mercato internazionale che pian piano stava sensibilizzando anche gli Stati più intolleranti alla legalizzazione della Cannabis Light.

Il limite della Cannabis Light  era una percentuale di THC compresa tra lo 0.2% e lo 0.6%.

Ma la situazione cambia il 12 settembre 2018: non più una zona grigia tra lo 0.2% e lo 0.6%, ma un limite fissato allo 0.2%, nonché tolleranza zero per i negozianti che vendano Cannabis Light con una percentuale maggiore del limite fissato. Saranno tolleranti solo quei raccolti che, per cause naturali e non al coltivatore imputabili, diano una percentuale di THC maggiore dello 0.2%: in questo caso, varrà il limite precedente compreso tra lo 0.2% e lo 0.6%.

La decisione è stata presa, e ribadita, dal Primo Ministro degli Interni, Matteo Salvini: dopo aver sottolineato la sua linea di intolleranza nei confronti della Cannabis Light, definendo questo mercato come “un bordello”, ha deciso di dare una stretta a questo, definendo le linee riguardo infiorescenze e smart shop – quindi alla coltivazione e alla vendita.

Il bisogno di dare certezze a questa situazione di confusione è dato dagli innumerevoli sequestri di grossi quantitativi di infiorescenze che presentavano una percentuale di THC pari allo 0.6% – ma non ad esso superiore.

Che cosa cambierà?

I primi cambiamenti riguarderanno la situazione generale: tolleranza zero nei confronti della Cannabis Light con una percentuale maggiore dello 0.2%. I limiti fino allo 0.6% varranno solo per i coltivatori.

Rimane invariata, invece, la situazione riguardante l’uso della Cannabis Light: no alla combustione, no all’uso per fini ricreativi, no alla guida dopo aver assunto Cannabis Light.

Sicuramente una marijuana con una percentuale di 0.2% di THC non può essere considerata terapeutica, perché quella Cannabis utilizzata per alleviare i dolori derivati da patologie, talvolta anche molto gravi, ha un principio attivo di molto superiore ai limiti imposti dalla legge.

Inoltre, questa decisione danneggerà quanti tra i negozianti avevano aperto una partita Iva legata alla commercializzazione non solo della Cannabis Light, ma anche di prodotti a base di canapa e di infiorescenze, tra i quali olii e derivati per le infiorescenze sfuse.

A questi si aggiungono anche i vari marchi, circa un centinaio nati negli ultimi tre mesi.

Questa decisione non danneggerà solo i prodotti presenti in Italia, ma anche quelli d’importazione che si trovano in commercio in Italia di cui non viene indicata né la provenienza né la titolazione.

Contro l’intolleranza

Contro questa decisione, si schiera prima fra tutte Margherita Baravalle, Presidentessa di AssoCanapa:

Sulla canapa c’è una grande confusione, che non fa bene a nessuno. Parlare solo di fumo e Thc è limitativo, è una pianta dai molteplici impieghi, per esempio quello alimentare.

Sulla stessa linea Luca Merola, uno dei pionieri della Cannabis Light made in Italy con la sua EasyJoint:

Nella zona grigia ci stanno otto prodotti su dieci tra quelli ora in commercio. Ma non è scagliando agenti in divisa contro le migliaia di imprenditori della canapa che si governa un fenomeno di questa portata. Assurdo tenere riservata una circolare del genere, quando sulla canapa light mai come ora c’è grande bisogno di chiarezza.

A questi si aggiunge l’EIHA, l’Associazione Europea per la Canapa Industriale, che ha invitato più volte la Commissione Europea ad ammorbidire i limiti imposti sulla percentuale di THC.

 

Attualità

Finalmente Legalizzata la Cannabis Light <0.5%

Published

in

da

Coltivare Cannabis Legale in Italia

Ebbene sì, dopo un anno di infiniti tira e molla nelle svariate commissioni, dopo le migliaia di commenti negativi e anche di supporto verso chi almeno ci ha provato, la fiducia ormai persa delle migliaia di persone che hanno investito, oggi 12 dicembre 2019 arriva finalmente una buona notizia per chi ha investito nel settore della Cannabis Light.

Il senatore Mantero, insieme a Francesco Mollame (M5S), Loredana De Petris e Paola Nugnes (LeU), Monica Cirinnà e Daniela Sbrollini (PD) sono riusciti nell’ardua impresa. È passato infatti uno dei 2 emendamenti che permetterebbe al settore della Light di poter respirare, finalmente.

Molti all’inizio avevano urlato al MONOPOLIO e addirittura alla truffa, non mi dimentico di voi, anche perché siete gli stessi che oggi Gioiscono. ( la coerenza la lacisate sotto al tappeto o nella stagnola)

L’emendamento nel dettaglio

Matteo Mantero e Francesco Mollame
Matteo Mantero e Francesco Mollame (5S) in commissione bilancio durante l’approvazione dell’emendamento

In attesa di analizzare il testo completo, sappiamo che l’emendamento in questione, va a modificare la 242/16 e finalmente riconosce il fiore della pianta come tale.

Viene inoltre modificato il DPR in materia di stupefacenti e viene imposto il limite dello 0.5% di THC, al di sotto del quale non si può considerare sostanza stupefacente.

“… non è un punto d’arrivo, bensì un punto di partenza…” queste le prime dichiarazioni del senatore Mantero, che con entusiasmo comunica su facebook la notizia.

Per concludere con “I canapicoltori e negozianti potranno lavorare un po’ più tranquilli”.

Sicuramente non è una vittoria eclatante – e nè è conscio lo stesso Mantero -, ma da la libertà di poter lavorare a tutto il comparto cannabico italiano.

L’emendamento, o meglio il sub-emendamento è stato inserito nella legge di bilancio che dovrà essere discussa in parlamento, tuttavia questo non è modificabile (emendabile), pertanto se dovesse passare la legge di bilancio, passerà anche l’emendamento in tutta la sua integrità.

Capodanno coi fiocchi, e con i fiori

Indipendentemente da quello che è il personale giudizio politico, va riconosciuta a Mantero la tenacia e perseveranza che tra le altre cose vorrei vedere in più soggetti politici.

Nel giro dell’ultimo anno ne avrà lette di tutti i colori sul suo conto e sul suo operato, eppure è andato avanti per la sua strada, scontrandosi anche con i muri interni del 5S.

È vero che non è stata legalizzata la cannabis, però la possibilità di poter lavorare in modo libero e a testa alta per oltre 10000 persone è comunque un importante traguardo.

Sperando che il prossimo obiettivo, sia la Legalizzazione e Autoproduzione.

Continua la Lettura

Attualità

La Cassazione Vieta la Light, Mantero Risponde [DDL Allegato]

Published

in

da

cannabis terapeutica servizio sanitario nazionale paga terapia del dolore

Pochi giorni fa, la Corte Suprema di Cassazione ha depositato le Motivazioni che hanno portato al divieto di Vendita della Cannabis Light con effetto drogante.

Ebbene, se qualcuno pensava che le motivazioni potessero in un certo senso dare un po’ d’aria a chi lavora nel settore, mi spiace dire che non è stato così.

Infatti da quanto emerge dalle 19 pagine, la Vendita di Cannabis Light è stata praticamente resa illegale, o meglio, non è stato dato un valore numerico a questa – santa – efficacia drogante.

La cassazione in pratica rimanda la questione ai vari tribunali di turno che di volta in volta dovranno decidere se quello specifico lotto è o meno drogante (?).

giphy

In pratica è peggio di prima.

Mantero all’Attacco per salvare la Cannabis Light

Non tarda ad arrivare un primo post di Mantero (M5S) a tutela del mercato creatosi, andando a fare un elogio ai tantissimi – soprattutto giovani – che si sono buttati in questo Business, nonostante le tante zone grige.

È ancor più importante però il secondo post pubblicato sempre da Mantero nella giornata odierna, che comunica agli addetti ai lavori che:

E’ pubblicata e sottoscritta da tanti altri colleghi, la mia proposta di modifica della legge n. 242 del 2016 

Il Disegno di legge infatti è stato presentato il 5 giugno e solo oggi, a distanza di più di un mese, è arrivata la notizia della pubblicazione ufficiale.

L’iter è ovviamente lunghissimo come al solito, ma il solo fatto che alcuni esponenti del governo si schierino al fianco della Cannabis Light, fa ben sperare.

Non è ancora nota la data della calendarizzazione del DDL, anche se Mantero assicura e spera in una discussione il prima possibile.

Cosa prevede il Disegno di Legge?

Viene consentita la vendita di derivati della Cannabis Light per ben 2 categorie merceologiche: uso alimentare e uso erboristico.

Si garantisce – finalmente – la tutela dei consumatori dato che le confezioni dovranno mostrare il contenuto di THC – che non dovrà superare lo 0,6% -, il contenuto di CBD e dovrà essere garantita l’assenza di inquinanti come metalli pesanti e patogeni.

Inoltre dovrà essere indicata la provenienza della produzione, e ovviamente dovranno essere rispettati tutti gli altri parametri relativi alle categorie merceologiche.

Si permetterà la possibilità di poter fare taleaggio e addirittura una parte del fondo dell’agricoltura potrà essere dato agli agricoltori che voglio sviluppare nuove genetiche per il mercato.

Insomma a distanza di 3 anni dall’approvazione delle 242/16 arriva finalmente l’upgrade necessario e mai fatto.

Molti si lamenteranno del fatto che si sta pensando troppo alla light e poco alla legalizzazione, tuttavia i temi vanno trattati separatamente, dato che dalla light, oggi, dipendono +3000 realtà aziendali.

P.S. Qui trovi l’iter del DDL e il relativo Testo completo

Continua la Lettura

Attualità

Stop a Sequestri Preventivi se THC <0.5%

Published

in

da

Acqua Cannabis piante Vegetativa, Talee, Cloni

Il tribunale del Riesame di Genova annuncia che la Cannabis Light commercializzata dai negozi non può essere sequestrata se prima non viene provato l’effettivo superamento dello 0,5% di THC.

È la prima pronuncia del genere a seguito dell’ultima sentenza della Cassazione che difatto rendeva illegale la commercializzazione di infiorescenze con efficacia drogante (?).

La Svolta

Secondo il tribunale del Riesame, manca un’effettiva norma che stabilisca quale sia la percentuale di THC che provi l’efficacia drogrante.

La Cassazione precedentemente aveva stabilito il limite allo 0,5% di THC, pertanto in attesa di chiarezza sulla dicitura efficacia drogante, il pm non può ordinare il sequestro dell’intera merce, ma prelevare campioni di analizzare, e solo in quel caso sequestrare l’intero lotto.

La pronuncia arriva dopo settimane difficili da parte di tutto il comparto della Cannabis Light. La sentenza della Cassazione infatti aveva aperto a numerosi sequestri e chiusure in tutta la penisola.

Continua la Lettura

Seguici

Trending

Iscriviti
Telegram

Copyright © 2020 | YouWeed.it - La redazione di YouWeed e i suoi collaboratori non intendono e non vogliono in alcun modo incentivare e/o promuovere condotte vietate dalle attuali leggi vigenti in Italia e in tutti i Paesi dove la rivista è distribuita. Tutte le informazioni contenute nella rivista e sul sito web (YouWeed.it) sono da intendersi esclusivamente ai fini di una più completa informazione personale e di cultura generale.