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Lampade Coltivazione Indoor: HPS vs CFL vs LED

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Se stai leggendo quest’articolo è probabile che anche tu ti sia posto questa domanda almeno una volta nella vita: quali sono le migliori lampade per coltivazione?

Così come l’acqua e l’anidride carbonica, la luce è un elemento fondamentale per la fotosintesi. La corretta scelta e implementazione del sistema di illuminazione contribuisce drasticamente nel processo di crescita delle piante. Che tu sia un coltivatore professionale o semplicemente un ‘’home grower’’, le priorità da tenere in mente durante la scelta dell’illuminazione sono sempre le stesse: vogliamo ottenere un prodotto di qualità e vogliamo ottenerlo con la minore spesa possibile!

Con questi obiettivi in mente possiamo cominciare a elencare le caratteristiche che cerchiamo in una lampada per coltivazione.

  • Spettro luminoso: La luce è adatta alla crescita delle piante? Quanto accuratamente imita il sole?
  • Efficienza elettrica: Quanta luce viene emessa in relazione alla spesa energetica? Quanti grammi di raccolto per energia elettrica da pagare? Qual è il ratio tra spesa elettrica e luce utilizzabile dalle piante (uomo/j)?
  • Spesa iniziale: Quanto costa illuminare la mia area di coltivazione?
  • Durata: Quanto spesso devo sostituire la lampada?

Tenendo sempre a mente questi 4 fattori, confrontiamo le diverse soluzioni disponibili sul mercato.

Lampade a Scarica HPS e MH

Lampade per Coltivazione Indoor pressurizzate - HPS e CMHSicuramente le più popolari e largamente testate, queste lampade sono utilizzate per ogni genere di coltivazione. Tipicamente disponibili in wattaggi che spaziano da 50 a 1000W, questi bulbi di vetro contengono gas pressurizzato che viene ionizzato da 2 elettrodi, producendo fotoni.

La tecnologia è maturata nel tempo fino a offrire miscele di gas in grado di emettere spettri luminosi abbastanza completi e dall’efficienza accettabile se in combinazione con alimentatori (ballast) elettronici.Un Classico alimentatore per HPS e un bulbo pressurizzato

Gli ultimi sviluppi in questa tecnologia sono i bulbi CMH (ceramic metal halide) e HPS double ended. Entrambi offrono uno spettro ampio e un efficienza che si aggira sui 1.8umol/j. Queste lampade producono una sostanziale percentuale (circa il 20%) di UV e infrarossi: queste frequenze aiutano nell’imitare lo spettro solare ma vengono quasi completamente convertite in calore. Questo rende necessario un sistema di estrazione adeguato, e l’attenzione da parte del coltivatore nel non far bruciare le foglie che crescono verso la luce.

D’altro canto lo spettro ricco di verde e giallo dona alla luce prodotta da queste particolari lampade una penetrazione attraverso le foglie difficile da raggiungere con altri sistemi. Per questo motivo vengono spesso installate ad un altezza fissa sul soffitto.

Consumi e Costi

Le HPS sono in giro da molto tempo e funzionano bene perciò sono molti i coltivatori ”affezionati” che non la sostituirebbero con nessun altra.

La spesa iniziale per un sistema HPS completo di alimentatore e riflettore non è esorbitante, (circa 150euro per un kit completo da 600W) ma I bulbi HPS si consumano piuttosto velocemente, pertanto dopo qualche mese l’intensità diminuirà e saremo costretti a sostituire il bulbo.

Consigliamo l’utilizzo di questi sitemi ai coltivatori occasionali che vogliono spendere poco nel breve termine e avere comunque un risultato soddisfacente e specialmente a chi vive in luoghi freddi; in questo modo il calore in eccesso diventa un vantaggio piuttosto che un difetto.

Fluorescenti a Basso consumo (CFL)

Piante di Cannabis in Vegetativa con Lampade CFL a Risparmio Energetico

I bulbi fluorescenti CFL a basso consumo ci hanno permesso di sostituire le vecchie lampadine a incandescenza che producevano più calore che luce. Il funzionamento è concettualmente simile alla tecnologia HPS: il bulbo è costituito da un tubo di vetro pressurizzato contenente mercurio, gas nobili e due elettrodi che elettrificati dal ballast elettronico creano una luce ultravioletta. Questa luce passa poi attraverso il fosforo che ricopre il tubo di vetro, venendo cosi convertita in luce bianca.

Una Classica Lampada CFL Gas a risparmio energeticoQuesti bulbi, anch’essi disponibili in svariati formati e wattaggi, sono largamente utilizzati nell’ambito della coltivazione sia professionale che casalinga grazie alla loro bassa emissione di calore. La qualità dello spettro è accettabile ma questo sistema ha molti limiti: la luce emessa non è mai abbastanza intensa per la fioritura e l’efficienza elettrica è più bassa dei sistemi HPS; per le migliori marche si aggira sugli 1.3umol/j.

I bulbi CFL restano validi per fornire una fonte di luce a basso wattaggio durante le fasi di prima vegetativa e clonazione, offrendo una soluzione facile da usare, e che scalda poco. Le piante possono crescere anche a contatto con il bulbo senza bruciarsi.
Queste lampade costano poco e durano molto (circa 10.000 ore di luce)
Consigliamo questo sistema al coltivatore che ha bisogno di una soluzione economica per la fase di vegetativa.

Light Emitting Diode (LED)

Coltivazione di Cannabis con Lampade LEDConcepito nel 1962 dall’inventore statunitense Nick Holonyak Jr. , Il LED  ha fatto molta strada fino a diventare la soluzione in grado di sostituire qualsiasi altro sistema nella maggior parte delle applicazioni. Ad oggi possiamo affermare che i LED dominano il mercato dell’illuminazione generale e settoriale.

Il funzionamento del LED è più complesso rispetto alle vecchie tecnologie: un piccolo diodo di materiale semiconduttore drogato viene elettrificato a corrente costante. Sfruttando le proprietà ottiche di diversi materiali, possiamo ottenere diversi colori.

Coltivazione di Cannabis con Lampade LEDNonostante il funzionamento apparentemente più complesso, questa tecnologia ha saputo imporsi sul mercato grazie all’elevata affidabilità, l’efficienza superiore e il costo sempre minore.  Un diodo a LED non contiene gas tossici, pertanto è la soluzione che più di tutte rispetta l’ambiente.

Disponibili in diversi formati e wattaggi, i diodi a LED hanno rivoluzionato il mercato dell’orticoltura permettendo alle aziende di realizzare soluzioni per l’illuminazione sempre più efficaci e dallo spettro sempre più completo.

Piante di Cannabis illuminate da Lampade LED LineariNegli ultimi anni i coltivatori sono stati vittime del marketing scorretto da parte di alcuni costruttori di luci a LED per orticoltura che spacciano qualsiasi colore che non sia il rosso o il blu come inutile e non utilizzabile dalla pianta. Presentano dubbi grafici che dimostrerebbero che la luce verde viene completamente riflessa dalle foglie e dicono di offrirvi il prodotto più efficace ma è tutto falso e il prodotto è probabilmente spazzatura.

Piantagione di Cannabis illuminata da Strisce di LEDTutto ciò ha messo le ”grow light” a LED in cattiva luce. I coltivatori si ritrovavano con una luce dal caratteristico colore viola che se da un lato faceva crescere le piante con meno problemi di calore, dall’altro dava problemi di ‘’stretching’’, raccolti scarsi e fiori sottosviluppati .

Questo è dovuto non solo alla scarsa qualità dei diodi stessi, ma anche alla mancanza di tutte le altre frequenze dello spettro. Le piante hanno infatti bisogno di una luce dallo spettro più ampio possibile (come quello del sole). Ad oggi l’industria è perlopiù dominata da LED a luce bianca.

Escludendo le truffe da parte di produttori disonesti che vendono prodotti inefficienti e fuorvianti, oggi abbiamo lampade a COB LED dall’efficienza quasi doppia rispetto ai comuni bulbi HPS e CFL di vecchia generazione (fino a 2.6umol/j) e soprattutto dallo spettro completo.

L’efficienza della fonte luminosa e la mancanza di infrarossi rendono la maggioranza delle lampade a LED quasi completamente prive di emissioni di calore, facilitando il controllo della temperatura della grow room e diminuendo la spesa in estrazione d’aria. Tutto questo vi garantirà un ottimo raccolto con meno spesa elettrica.

Il costo è sicuramente più elevato ma la durata e l’efficienza del sistema vi restituiranno l’investimento in tempi più o meno brevi.

Conclusioni

Per agevolare ulteriormente la vostra scelta, abbiamo preparato un piccolo schema che mette a confronto le varie tecnologie con i loro punti di forza e debolezza.

                                              CFL         HPS+MH          CMH       LED(china)    LED(top brand)
Qualità spettro                 ?                ?                                                     ?
Efficienza (PPF/W)          1.3                1.6                1 .8                 1.6                     2.6
Spesa iniziale                    ?                ?                ?                  ?                     ?
Durata                             1 anno        10 mesi          10 mesi            ?                  8/10 anni

Guardando questo semplice schema possiamo concludere che le tecnologie CFL e HPS sono un ottima scelta per crescere e fiorire le piante senza spendere troppo, mentre i sistemi a LED di nuova generazione (prodotti da aziende affidabili) sono altamente consigliati in generale e specialmente al coltivatore disposto a spendere qualcosa in più in cambio di maggiore qualità del raccolto e risparmio energetico.

Tornate a trovarci per l’articolo ” TOP 5 Grow LEDs per coltivazione Indoor” nel quale proporremo i migliori prodotti del momento. Ricordati di Accettare le Notifiche così da rimanere sempre aggiornato sulle migliori Lampade.

Cannabis

Prevenire e Fermare le Paranoie: Manuale di Sopravvivenza

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La cattiva reputazione della marijuana – almeno da quando il monopolio delle droghe leggere è in mano alle organizzazioni mafiose e al mercato nero – dipende soprattutto dagli effetti (decisamente poco piacevoli) che alcuni cattivi prodotti causano ai consumatori.

La maggior parte degli ignari avventori dello spaccio non ha idea di cosa sta comprando. Anzi: nessuno (neanche il più esperto conoscitore dei segreti della cannabis) è in grado di stabilirlo, se compra in nero, da gente poco raccomandabile, in mezzo alla strada. Ma a quanto pare il futuro delle droghe leggere in Italia è questo: prodotti mediocri che, spesso, provocano più danni che altro.

Perché alcune persone non riescono a gestire la cannabis?

Al di là delle qualità del singolo prodotto, le varie tipologie di cannabis funzionano tutte più o meno allo stesso modo. Nel cervello le informazioni si collegano tra loro come dei network: ce ne sono di vario tipo, dalle più banali associazioni a quelle più complesse, che ci fanno dar valore alle informazioni che recepiamo. Ecco, il THC altera questi network e di conseguenza la nostra percezione delle cose.

Interrompere un network implica smettere di vedere le cose come sono davvero e alterarne la percezione: ecco, qui subentra l’ansia e lo stato paranoico. Sulla base di questo collegamento (il THC inibisce il nostro cervello e distorce la nostra visione della realtà) iniziano gli studi sul collegamento tra abuso di cannabis e malattie mentali: è venuto fuori che esistono alcuni legami tra cannabis e schizofrenia, ma non siamo ancora in grado di determinarne l’entità.

Il neuroscienziato Thomas Deuel, professore di Neurologia all’Università di Washington, sostiene che non è la cannabis a causare questo tipo di malattie, bensì influisce solo quando c’è già una predisposizione di partenza, che se portata agli estremi può diventare schizofrenia, ma anche bipolarità e depressione.

8 modi per controllare (ed evitare) lo sballo troppo intenso

Immagine presa da @Leafly
  1. Mai andare nel panico: non esiste la possibilità di andare in overdose di cannabis, perciò qualsiasi cosa stai provando, passerà presto.
  2. Conosci i tuoi limiti: non esagerare con le dosi, per godere di una fattanza perfetta il segreto è la giusta quantità.
  3. Tieni a portata di mano acqua (tanta acqua) e snack a base di zuccheri, per ogni eventuale calo di pressione – e per quando arriverà la fame chimica, ovviamente. Evita la caffeina e soprattutto l’alcol (le peggiori storie sono iniziate mischiando droghe e superalcolici).
  4. Se vogliamo dar retta a Neil Young, tieni vicino del pepe nero – assieme al succo di limone e alle noccioline, sembra sortire effetti positivi.
  5. La cosa migliore da fare in questi casi è: trovare un posto calmo, tranquillo e comodo e fare un pisolino (è la risposta a quasi tutti i problemi, di solito).
  6. Fai una passeggiata: aria fresca e un po’ di attività fisica sono la combinazione perfetta per far volare via i brutti pensieri, le ansie e le tachicardie.
  7. Sciacquati il viso, oppure concediti una doccia rinfrescante: il tuo corpo te ne sarà grato.
  8. Ovviamente, distraiti. Cadere in uno stato di paranoia riversa nella mente una serie di pensieri – quelle brutte cose a cui non abbiamo il coraggio di pensare mai, che improvvisamente arrivano tutte insieme. Perciò guarda un cartone animato (leggero, ovviamente), ascolta una canzone (sono proibite le ballate tristi) oppure gioca ad un videogame.

Secondo uno studio del British Journal of Pharmacology condotto dal Dr. Ethan Russo – direttore della ricerca presso l’International Cannabis Institute a Praga – c’è una connessione tra la cannabis e il pepe nero (in effetti, è uno dei rimedi che consiglia Neil Young). A quanto pare, i terpenoidi del pepe e il tetroidracannabinolo della cannabis cooperano all’interno del cervello per “produrre armonia”.

Punto bonus: Puoi usare del CBD per smorzare gli effetti più ansiogeni del THC

Ovviamente il CBD è per natura un “ansiolitico”: non è psicoattivo come il THC, e quando è isolato non produce la consueta “euforia”. Queste due componenti (CBD e THC) cooperano insieme, ma ognuno ha le sue specialità. Piccole quantità di CBD ingerite prima, possono aiutare a modulare lo sballo eventuale e a “prenderla bene”.

Il CBD regola i recettori associati al THC ed è questa la chiave della cannabis terapeutica: soprattutto, regola gli eccessi dell’attività dei cannabinoidi nel cervello – che sono la causa dell’ansia e delle paranoie.

Perciò, tutti coloro che sostengono che dopo i 25 anni sia impossibile fumare senza paranoie evidentemente non hanno preso gli accorgimenti necessari.

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L’olio al CBD di Sensi Seeds è ottimo per trattare disturbi riconducibili all’ansia e allo stress. Le doti terapeutiche e ansiolitiche del CBD sono note e certificate da anni.

In Italia è possibile acquistare questi estratti edibili in totale legalità.

Tra i vari che abbiamo avuto modo di testare, quello di Sensi Seeds è sicuramente uno dei più ricchi di principio attivo e efficaci nel trattamento terapeutico.

La base grassa ottenuta dall’olio di cocco inoltre, non va ad alterare il sapore del cannabinolo, rendendolo sicuramente più adatto a chi non ama i gusti forti – cosa che succede quando si utilizzano estratti a base di olio di canapa e oliva.

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Cannabis

Il Gel alla Canapa per alleviare i Dolori Muscolari e alle Articolazioni

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Sono ormai risaputi a tutti – o quasi – i benefici terapeutici della Cannabis. In Italia infatti è possibili farsi prescrivere la Cannabis Terapeutica per trattare le più variate patologie.

La Cannabis di Stato è disponibile in varie tipologia – divise anche in base alla patologia da curare – e possono avere alti contenuti di THC, CBD o ratio 1:1.

Quello che non molti sanno però è che oltre alla Cannabis di Stato, esistono altre soluzioni acquistabili anche senza prescrizione per trattare patologie minori, che in alternativa richiederebbero prodotti para-farmaceutici.

La rivelazione

Mia madre ha sempre sofferto di infiammazioni muscolari e, per via di un incedente in giovane età anche di dolori alle articolazioni.

Questi dolori costringono periodicamente mia madre a ricorrere a farmaci antidolorifici o a trattamenti speciali e costosi presso cliniche e specialisti.

Vista la natura costosa di questi trattamenti, spesso preferisce farne a meno, sacrificando il suo benessere e la sua salute.

Preso dallo sconforto che colpisce un figlio che vede soffrire la propria madre a cadenze addirittura settimanali, ho deciso di fare un giro su Amazon per cercare una soluzione a base di Cannabis – e i suoi principi attivi – per placare quantomeno il suo malessere.

Ciò che è banale, spesso è anche efficace

Sfogliando le varie pagine dell’infinito quanto famoso Marketplace mi sono imbattuto in un prodotto chiamato 5Kind Gel.

Si tratta di un Gel Lenitivo alla Canapa. Come lascia intuire il nome si tratta appunto di un Gel Lenitivo da applicare sulle parti interessate per placare e ridurre i dolori di natura articolare o muscolare.

Prima di procedere all’acquisto, anche se il prezzo non è esageratissimo – ho comprato cazzate per molto meno – ho effettuato delle ricerche approfondite sul web e ho letto tutte le 100+ recensioni positive presenti su amazon.

Hai capito bene, 100+ Recensioni Positive.

Sicuro dell’efficacia – almeno sulla carta – del prodotto, decido di acquistarlo per poterne provare davvero la potenza.

Il Pacco ovviamente arriva nei tempi ai quali ci ha abituati amazon, qualche giorno.

Nell’ultimo periodo, per via dell’altissima umidità dovuta alle costanti piogge, mia madre accusava dolori un giorno sì e uno no.

Abbiamo deciso di fare il primo test.

Il risultato? Dalla prima applicazione, mia madre ha notato una netta diminuzione dei Dolori! Quasi non ci credeva. Quasi non ci credevo.

Il gel infatti contiene più di 11 estratti naturali, non solo di Canapa.

L’odore è davvero piacevole, è rinfrescante e l’effetto lenitivo è quasi immediato.

Il formato da 300ml – bello grosso – permette un utilizzo prolungato, anche più di un mese. Dipende comunque dalla frequenza delle applicazioni.

Attualmente è il terzo barattolo che acquisto, mamma ha diminuito l’utilizzo di farmaci quasi drasticamente, migliorando notevolmente anche il suo umore.

Non è guarita, tanto meno non è diventata un atleta olimpionico, tuttavia questo gel è riuscito – contro ogni pronostico – a migliorare notevolmente la sua qualità della Vita.

Chi l’avrebbe mai detto.

Il Gelo lo trovate cliccando Qui a €20 circa, è 100% di origine vegetale e l’azienda produttrice pratica anche una politica di Garanzia Soddisfatti o rimborsati.

Per chi come mia madre soffre frequentemente di dolori muscolari o articolari, potrebbe essere la soluzione naturale tanto bramata.

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Cannabis

Cannabis e Microdosi: I vantaggi di un consumo Moderato

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Viviamo nell’epoca in cui la corsa allo strain più forte e alti contenuti di THC significano tutto. C’è però una crescente comunità di sostenitori della Cannabis che spinge per un consumo più moderato della sostanza. Questa tecnica è chiamata “microdosing” o micro dosi, una tendenza sempre più apprezzata soprattutto fra i più grandi.

Cos’è il Microdosing?

Chi utilizza questa tecnica la preferisce al normale consumo perché permette di apprezzare i benefici del THC senza però dover affrontare gli effetti psicoattivi che possono interferire con le esigenze della vita quotidiana.

Il Microdosing è una tecnica già utilizzata con altre sostanze come l’LSD, molti però credono che questa può funzionare efficacemente anche per la Cannabis con alti contenuti di THC.

“Quando si assume una dose elevata si ottengono minori benefici e talvolta si ottiene l’effetto contrario a quello ricercato. Un po’ di cannabis può aiutare a ridurre l’ansia, mentre troppa invece può causarla”

afferma un medico del Maine.

Cosa comporta il Microdosing in ambito Terapeutico?

Il Microdosing viene consigliato principalmente ai pazienti che vogliono trattare condizioni e patologie quali: ansia, depressione, stress, dolore, migliorare la concentrazione e favorire il sonno.

Anche se mancano ancora le prove empiriche, molte cliniche affermano che in ambito terapeutico è meglio assumere piccole dosi di THC.

Qual è il dosaggio ottimale per la Cannabis?

La risposta è semplice ed è: dipende. C’è una enorme differenza nella quantità di THC contenuta nei vari fiori e hash.

Il microdosing è quindi qualcosa di molto personale, ogni individuo dovrebbe essere consapevole della quantità minima necessaria per sentire un effetto, ma anche di quella massima per non andare ko. Alcuni studiosi consigliano di partire con 2,5mg (2% circa di THC) per poi aumentare progressivamente laddove necessario.

Per chi consuma cannabis abitualmente o sta sviluppando una certa tolleranza al principio attivo, si raccomanda un periodo di astinenza di 48 ore, sufficiente per poter ripristinare il sistema endocannabinoide.

Anche se può sembrare una finestra temporale relativamente breve dopo anni di utilizzo, uno studio basato sull’imaging celebrale dimostra che dopo solo 2 giorni i recettori del sistema tornano ai livelli basali.

Pertanto la tecnica del Micro Dosing o micro dosi potrebbe aiutarti ad apprezzare maggiormente la cannabis e i suoi benefici.

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