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Ho mangiato Cannabis per una settimana e non sono morta

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Ho mangiato Canapa per una Settimana e non sono Morta

Innanzitutto, una premessa: scegliere di consumare prodotti biologici, vegani ed equosolidali non è una scelta facile, specialmente per il portafogli.

Ma è proprio in questo reparto semi-sconosciuto (non è proprio un classico dello studente universitario fuorisede, ecco) che è possibile trovare una ricca gamma di prodotti – dalla pasta ai sughi pronti, fino alle barrette proteiche – che tra gli ingredienti principali annoverano la cannabis.

Purtroppo, viviamo in tempi difficili: siamo quasi costretti a comprare prodotti scontati e di sottomarca, che assolvono al loro compito primario, cioè nutrirci – conosco persone che mangiano scatolette di tonno un giorno sì e l’altro pure – ma, avendo acquisito una maggiore consapevolezza di ciò che fa bene al nostro corpo, siamo anche portati a cercare prodotti di qualità. Proprio per questo, tante volte, spingiamo il carrello verso l’oscuro reparto biologico del supermercato alla ricerca di una giusta combinazione tra le due cose.

Ed è proprio qui che troviamo tantissimi prodotti a cui non eravamo abituati – troppo concentrati a cercare il barattolo di pesto a 0,99 cent – arrivati sul mercato in tempi recentissimi, tra cui spiccano (in confezioni dalle mille sfumature di verde) quelli composti da cannabis & derivati. Perciò, la scorsa settimana mi sono armata di spirito d’avventura e ho riempito il carrello di cibi composti da semi, farina e olio di canapa.

E no, non sono morta per overdose.

#1 L’Olio di Canapa, un grande classico

Olio di Semi di Canapa Spremuto a Freddo

Olio di Semi di Canapa spremuto a freddo

L’olio di Canapa è uno dei prodotti più ovvi da comprare per iniziare questo tour gastronomico: estratto dalla pressatura a freddo dei semi di canapa, garantisce al consumatore abituale prevenzione contro il colesterolo alto, essendo fonte di acidi grassi Omega-3. Il sapore non è male, il prezzo neanche (se paragonato ai migliori oli d’oliva in circolazione) ma non mi ha rivoluzionato la vita. Voto 8/10

#2 La Pasta di Canapa

Pasta di Farina di Canapa

Pasta di Farina di Canapa

Non è per deboli di cuore (o almeno, per i puristi della pasta tradizionale) ma avvicinabile da chi, come me, ha già provato e mangia regolarmente paste integrali, di farro o di kamut. Le pennette con canapa non le troverete in offertissima a 0,35 centesimi ma vi assicuro che non scuociono, sono facilmente digeribili e in più garantiscono un ottimo apporto nutrizionale. Con il sugo della nonna stanno divinamente. Voto 9/10

#3 Sulla pasta non ce lo metti il Pesto?

Pesto di Basilico e Canapa

Pesto di Basilico e Canapa

La storia d’amore tra pasta e pesto è la più antica mai raccontata: insieme funzionano perfettamente e non deludono mai. Ovviamente, il pesto di basilico e canapa mi è piaciuto di più, ma esistono anche le varietà con pomodori secchi e con zucchine e curry. Ovviamente vegan, biologico e… niente male. Voto 7/10

#4 Le temutissime Gallette

Bio Gallette di Canapa e Sorgo

Bio Gallette alla Canapa e Sorgo

Eppure, vi dirò, sono state le mie preferite. Non ho un’idea chiarissima di cosa sia il sorgo, ma queste gallette spaccano. Vi giuro solennemente che non hanno niente in comune con le solite gallette di riso dalla consistenza e il sapore del cartongesso, pur essendo un ottimo sostituto dietetico al pane preconfezionato. Voto 10/10

#5 Latte & Caffè: il buongiornissimo

Caffè alla Canapa e Nocciola

Caffè alla Canapa

Latte di Canapa

Latte di Canapa

Partiamo dal latte di canapa: il packaging è fantastico, l’ho visto dal reparto surgelati ed è scattata la scintilla, dovevo portarlo a casa con me. Proteico, ottimo sostituto vegan del latte normale ma ha un solo difetto: il sapore è terribile, ve lo giuro, infatti gli darò come voto 3/10.

(questo conferma che non sono stata pagata per tutta questa pubblicità).

 

Per quanto riguarda il caffè invece, ero molto dubbiosa: soffro di una poco sana dipendenza da caffeina e solitamente in casa mia il buon caffè non deve mai mancare – quando sono tornata a casa con questa confezione volevano uccidermi, non sto scherzando – e devo dire che assolve alla sua funzione primaria: sveglia il cervello. Un onesto 7/10 per il retrogusto di nocciola.

#7 La merenda: dolce e succo di “frutta”

Spremuta di Frutta, Canapa e Cannella

Spremuta di Frutta, Canapa e Cannella

Tarte al Cioccolato, Canapa e Limone

Tarte al Cioccolato, Canapa e Limone

Ok, la “tarta” di cioccolato, canapa e limone era buonissima, ma forse il mio giudizio è stato un po’ offuscato dal fatto che fossi in preda alla fame chimica. Comunque, a fiducia, gli do un onestissimo 9/10 perché in chimica ho mangiato di peggio – e almeno questo era biologico.

 

Nient’altro da dire sul succo/spremuta/non ho idea realmente di cosa fosse, perché la quantità non era molta ed è andato giù assieme alla torta. Forse la cannella un po’ accentuata, ma a me piace quindi è un 8/10.

#8 La barretta proteica da dimenticare

Barretta Proteica alla Canapa

Barretta Proteica alla Canapa

Tra tutti è stato il prodotto che è costato di meno, quindi mi dava le maggiori aspettative. Inutile dire che sono state totalmente deluse – probabilmente anche perché ero completamente sobria quando l’ho mangiata – tanto che non sono riuscita a finirla né ho avuto il cuore di darla ad un barbone in strada. Voto 0/10

Mangiare prodotti con Cannabis è la nuova normalità

Questi da me scelti sono solamente alcuni dei prodotti che il mio supermercato di fiducia offriva: alcuni sono stati una bellissima scoperta, altri una totale delusione. Di molti non possiedo una foto che documenti il momento del pasto perché io non appartengo a quella schiera di persone che riesce ad aspettare prima di mangiare, solitamente divoro tutto ciò che ho di fronte.

Comunque, vi invito sinceramente a fare un giro nei meandri più oscuri dei reparti biologici, di controllare l’origine dei vostri cibi e di supportare quei brand che garantiscono la provenienza e la qualità dei propri prodotti – anche e soprattutto quei marchi con il packaging riciclabile – perché mangiare patatine fritte e affettati ad oltranza, così come grandi quantità di carne, non è un bene né per il vostro organismo né per il pianeta.

Al termine di questa settimana ho sì il portafogli più leggero, ma sono soddisfatta della mia full-immersion nel mondo culinario (si fa per dire) della cannabis, che di certo mi ha incuriosito e stimolato.

Tutto tranne quella terribile barretta, ovviamente.

Curiosità

Mangiare Cannabis vs Fumarla: benefici ed effetti indesiderati

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L’uso di marijuana è universalmente associato al modo di consumarla più tipico, cioè attraverso l’inalazione di quelli che i nostri genitori chiamano – non senza una punta di imbarazzo – spinelli.

Solitamente, pensare al mangiare marijuana porta alla mente quei terribili lecca-lecca che si vedevano tanto in giro e agli indefiniti – quasi mitizzati – brownies della televisione americana. In realtà, il mondo dei cannabis edibles è vastissimo, poiché l’effetto che produce è completamente diverso da quello che si ha, appunto, dallo spinello.

Quali sono le differenze tra uno snack psicoattivo e l’old fashioned spinello

Ingerire la marijuana anziché inalarla rende l’effetto psicoattivo più forte e duraturo nel tempo: il TCH – noto principio attivo della cannabis – viene metabolizzato dal fegato e convertito in 11-OH-THC, un legame molecolare che produce un maggiore effetto psicotropo.

Il passare attraverso l’apparato digerente e il fegato – per poi finire direttamente su, nel cervello – sottopone la marijuana a tutto un altro processo metabolico, perciò gli effetti sul corpo sono totalmente diversi.

Piccola nota: l’effetto della marijuana mangiata può non arrivare subito, solitamente ci mette dai trenta minuti alle due ore per attivarsi – ma una volta iniziato l’effetto, può durare anche otto ore. L’effetto della cannabis inalata – oppure vaporizzata – invece arriva già nei primi dieci minuti, e dura solitamente meno di un ora.

La dose media di THC consigliata nel cibo è 10 milligrammi. Esagerare di certo non provoca la morte ma, probabilmente, vi farà passare una terribile giornata.

Mangiare la Marijuana come alternativa più salutare e sostenibile?

Fumare – e non solo i pacchetti interi di sigarette – di certo non fa bene alla salute, anzi. Neanche la vaporizzazione è un’alternativa valida, dato che non riduce drasticamente i pericoli né le dannose conseguenze del fumo. Mangiare, invece, può essere un metodo valido per poter smettere di fumare.

Ovviamente, quando parliamo di mangiare la marijuana non ci riferiamo solo ai brownies stereotipati delle confraternite americane, ma ad un intero universo culinario: il metodo migliore per cucinarla è scioglierla nell’olio oppure nel burro – di sicuro le ricette non mancano.

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Curiosità

In che modo la Cannabis influenza i nostri Sogni

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Lo sa bene ogni consumatore di cannabis – specialmente chi non ne fa uso quotidianamente: fumare prima di andare a dormire altera il sonno.

Molti studi hanno evidenziato uno stretto legame tra la cannabis e il ritmo sonno/veglia: è evidente che siano collegati – anche solo stando alla nostra semplice esperienza diretta.

La Cannabis altera i sogni durante le “pause di tolleranza”

La “Tollerance Break” è quel periodo di tempo – che può variare da una settimana a qualche mesetto – in cui un consumatore quotidiano di cannabis decide di smettere per un po’. Questa scelta può essere dettata da molte ragioni, ma soprattutto dal fatto che “disintossicarsi” può aumentare, una volta che si ricomincia, l’effetto psicotropo.

Molte ricerche hanno correlato il consumo di cannabis alla diminuzione dell’intensità – e della durata – della fase REM (per chi non lo sapesse, il sonno è costituito dall’alternarsi di fasi di sonno profondo e fasi REM, che possono durare anche pochi minuti, durante le quali sogniamo).

Ciò lascerebbe supporre che l’astinenza da cannabis può innescare un “REM rebound”, cioè un improvviso aumento del sonno e della durata della fase REM, quindi sogni più lunghi e intensi. L’effetto contrario, invece, molti lo hanno sperimentato una volta tornati a fumare dopo la pausa di tolleranza: il consumo di cannabis è quindi associato alla diminuzione della fase REM.

Smettere di fumare cannabis aiuterebbe a diminuire gli incubi

Molte (e ancora poco conosciute) sono le cause degli incubi, dalla semplice ansia alla sindrome da stress post-traumatico. Ma la Cannabis, con il suo effetto inibitore sui sogni, può aiutare a combattere i brutti sogni.

Che gli incubi siano o meno il tuo problema – ma anche se soffri di semplice insonnia – la cannabis può rivelarsi il tuo migliore alleato: è noto che fumare fa venire sonnolenza, accelera l’insorgenza del sonno e contribuisce a risolvere i problemi di respirazione mentre si dorme.

Qual è la correlazione tra uso di Cannabis, sogni e il nostro comportamento?

Abbiamo già detto che l’uso di cannabis sopprime la durata e l’intensità della fase REM, quindi influisce direttamente sui nostri sogni. Ma questo ha delle conseguenze anche sui nostri comportamenti?

In realtà, studi e ricerche hanno confermato che anche con il sonno REM ridotto al minimo, le conseguenze sui nostri comportamenti quotidiani sono bassissime.

Eppure, le fasi di sonno REM sono collegate alla conservazione delle informazioni e delle competenze, quindi una drastica diminuzione del sonno REM potrebbe portare ad alcuni disturbi cognitivi, soprattutto nei giovani cervelli in crescita – ma è ancora tutto da studiare.

Una cosa, però, è certa: la Cannabis può avere delle fantastiche proprietà curative per coloro che soffrono di disturbi del sonno profondo – a costo di perdere un po’ di tempo REM.

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Attualità

Ecosia: il Motore di Ricerca green friendly che pianta Alberi

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Ecosia, il motore di ricerca che pianta alberi ad ogni ricerca.

Quale motore di ricerca usi abitualmente?

Google è il grande classico: nel dubbio vai sul sicuro, funziona per tutto. Bing sembra già più alternativo, di chi sceglie per posizione presa, mentre Yahoo è ormai deceduto. E poi c’è Yandex, l’alternativa russa alle ricerche online.

Spesso quella del motore di ricerca è una scelta fatta senza neanche riflettere, poiché di certo non andrà a influire sulla nostra giornata. Eppure esiste un motore di ricerca – relativamente giovane ed europeo – che qualcosa promette di cambiare, anche (e soprattutto) nel nostro piccolo quotidiano: Ecosia. (Scopri di Più)

Ecosia: un click per la riforestazione

Fondato da Christian Kroll nel 2009 a Berlino, Ecosia afferma di voler essere la ‘buona coscienza della rete’. Ecosia è comunque un motore di ricerca con fini di lucro, cioè genera fatturato con i proventi pubblicitari che provengono dalle ricerche degli utenti (guadagna qualcosa per ogni click sul sito). Fin qui è tutto nella norma.

Nelle ricerche effettuate su Ecosia, però, appaiono dei link affiliati – chiamati Ecolinks – tramite i quali è possibile effettuare donazioni compiendo acquisti online: ogni azienda deve ad Ecosia il 5% degli acquisti effettuati sul proprio sito. Ecosia dichiara che almeno l’80% dei ricavati ottenuti grazie a questi Ecolinks è destinato alla riforestazione: il browser si è infatti legato a progetti come Plant a Billion Trees e WeForest.

Dalla sua fondazione, Ecosia ha ricavato almeno 3 milioni per i progetti di riforestazione

Il fondatore, Christian Kroll, ha dichiarato di voler raggiungere il miliardo di alberi piantati entro 2020: progetto ambizioso, ma non impossibile. Punta inoltre a neutralizzare il 100% delle emissioni di anidride carbonica causata da tutta l’impalcatura materiale per il funzionamento del motore di ricerca – server, uffici, dispositivi.

Qualcuno si è detto scettico su questo progetto: quale big corporation lascerebbe andare i propri introiti verso cause ambientali? Ma Ecosia ha ottenuto la certificazione della B-Corporation, ente no-profit che ne ha confermato le performance di sostenibilità ambientale e sociale, oltre che la trasparenza nel fornire i dati delle effettive donazioni.

All’inizio ha collaborato con il WWF, per finanziare la riforestazione della foresta pluviale in Brasile. Questo dal 2009, quando Ecosia è stata fondata in seguito alla Conferenza dell’ONU sui Cambiamenti Climatici tenutasi a Copenaghen, il cui tema è stato appunto la riduzione delle emissioni di CO2 (la diminuzione significativa delle foreste sul nostro pianeta è una delle maggiori cause dell’aumento dell’anidride carbonica nell’atmosfera).

Aderisci anche tu ad Ecosia!

Perché scegliere Ecosia, motore di ricerca con uno scopo: salvare l’ambiente

Dopo la conferenza del 2009, si sono tenuti svariati altri summit riguardanti il problema del Cambiamento Climatico. L’ultima eclatante conferenza è stato quella di Parigi 2015, a cui sono seguite delle COP (Conferenze delle Parti) a cui partecipano alcuni degli Stati firmatari.

Lo scopo di Parigi era quello di sancire una linea comune d’azione: limitare l’aumento delle temperature mondiali al di sotto 2 gradi e ridurre significativamente le emissioni di anidride carbonica. Ma alcuni Stati – tra cui spicca l’America di Trump, rinomato negazionista  – sono fuoriusciti dagli accordi, rifiutandosi di accettare l’esistenza del problema e la necessità di un’azione immediata.

Durante l’ultima COP-24 – svoltasi a Katowice, in Polonia, a dicembre – si è giunti alla drammatica conclusione che il limite dei 2 gradi non è più sufficiente, bisogna mantenersi al di sotto degli 1,5 gradi diminuendo il 45% delle emissioni di CO2 nell’aria entro il 2030. Una bella sfida, insomma.

Ecosia ci insegna che possiamo fare tanto, anche con un gesto casuale come la scelta di un motore di ricerca, addirittura con un click sulla tastiera. Diffondere una nuova consapevolezza – insieme, tutti quanti, possiamo farcela – è il primo grande passo per la soluzione del problema Climatico. Che, assieme alle altre emergenze – l’inquinamento provocato dalla plastica e l’esaurimento dell’acqua potabile, tra i tanti – ci fanno capire quanto ogni piccolo gesto conta.

 

 

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