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Cannabis

Come Conservare la Cannabis e l’Hashish

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Come Conservare la Cannabis e l'Hashish. Guida alla concia ed essiccatura

Esattamente come nel buon vino, col tempo e con le giuste precauzioni, anche la cannabis e l’hashish possono migliorare, rendendo l’esperienza più intesa e saporita. D’altro canto anche i fiori più belli possono essere rovinati per sempre.

A quanti di noi è successo di lasciare l’erba sul tavolino o vicino ad una fonte di calore e dopo qualche ora (a volte anche minuti) ritrovarla croccante e friabile? Oppure dimenticarsi un vecchio pezzo di fumo e trovarlo più duro e scuro di come ci ricordavamo, magari con un diverso gusto e aspetto?

Conservare la Cannabis: Cosa può modificare così drasticamente il nostro materiale?

I fattori da controllare per conservare la Cannabis o l’Hashish e avere il massimo risultato sono:

  • Il contenitore
  • L’umidità
  • L’aria
  • La temperatura
  • L’esposizione ai raggi solari

Barattoli di Vetro con Hashish

Contenitore

Il vaso di vetro con chiusura ermetica è sicuramente il miglior contenitore. Non assorbe gli odori, è poco traspirante ed è anche più facile che all’interno si crei il clima adatto per la concia. Certi tipi di plastica, il legno, il sughero e i metalli, invece non vanno bene perché, al contrario del vetro, assorbono gli odori, ossidano e rendono difficile il controllo dell’umidità. Per l’hashish è la stessa cosa.

Umidità

Il controllo dell’umidità è uno dei fattori più determinanti perché aiuta il processo della concia.
Questo procedimento aiuta a conservare la Cannabis, degrada la clorofilla, evita il crearsi di muffe ed esalta l’aroma e la potenza. 

L’umidità perfetta per conciare è tra il 60% e il 65%, ottimale 62%. Se si tiene sotto al 60% l’erba diventa friabile, se si tiene sopra al 65% si rischia la formazione di muffe, addirittura al 70% diventa più amara.

Questo procedimento può portare miglioramenti anche a breve termine, come per chi si rifornisce nel mercato nero (purtroppo), può vedere i primi cambiamenti dopo solo due giorni. Per ottenere il massimo risultato i tempi sono più lunghi, dalle 3 alle 6 settimane.

Aria

Il barattolo nel quale c’è l’erba deve essere aperto una volta al giorno per favorire il cambio d’aria. Se le cime sono più bagnate meglio aprirlo anche due volte al giorno. In caso di formazione di muffe isolare velocemente la cima ammuffita per evitare contaminazione.

Per le resine o il fumo, l’aria è il peggior nemico perché ossida e degrada.

Conservare estratti e resine di Cannabis

Quindi, il miglior modo per conservare gli estratti, è quello di farne una palla sferica: la sfera è la forma con meno esposizione, avvolgerla in una pellicola trasparente (meglio se di provenienza naturale), facendo attenzione a farla aderire bene al fumo senza lasciare bolle d’aria.

Questo procedimento si chiama temple ball e permette l’invecchiamento della resina, evita l’ossidazione e, come la concia per le cime, migliora l’aroma e l’intensità del hashish.

Conservare il Fumo con Carta Forno

In caso il fumo sia più resinoso e friabile, quindi difficile da maneggiare, si può conservare in un piccolo contenitore di vetro con della carta forno sul fondo e nei lati, evitando il contatto diretto con il vetro. Questo procedimento si chiama cura. 

Esposizione a temperature e raggi solari

La temperatura e l’esposizione ai raggi solari sono fattori cruciali per evitare la degradazione del THC in CBN (cannabinolo).

Il CBN è un cannabinoide 30 volte meno forte del delta-9-THC, ha effetti più soporiferi e i fiori si presentano più marroni quando sono del tutto degradati. Quindi, è preferibile conservare la cannabis (barattoli) al fresco e al buio, come in un armadio o dei cassetti , con una temperatura mai superiore ai 21 gradi.

Degradazione del Delta-9-THC in CBN

La resine e l’hashish è meglio conservarli in un ambiente buio e freddo, per evitare la degradazione’ dunque il frigo è la migliore soluzione. Meglio evitare le temperature troppo basse come nel freezer, perché, anche questo, a lungo termine rovina la struttura del fumo.

Cosa posso fare quando l’erba è diventata secca e friabile?

Premettendo che se il materiale è già troppo secco non c’è più niente da fare, è irrecuperabile.

Se invece i fiori sono ancora un po’ umidi all’interno, si può mettere il barattolo ermetico in frigo per 30 minuti, tirarlo fuori e tenerlo aperto per almeno 15 minuti, in modo da riattivare il processo della concia.

Se si nota che l’umidità nel barattolo è troppa, meglio tirar fuori i fiori e lasciarli prendere un po d’aria, sempre per 15 minuti. Alla fine chiudere e mettere tutto a riposare al buio.

Barattoli di Cannabis con Boveda

Questo procedimento ristabilisce l’umidità dei fiori migliorando la resina e la potenza. Infatti, dopo 3 giorni i fiori saranno più bianchi e il gusto molto più intenso permette a chi non auto-produce di migliorare la qualità del suo fumare e combatte l’assuefazione.

Qualche consiglio per l’acquisto

L’industria della cannabis ormai ha un soluzione per ogni problema. Esistono degli strumenti appositi per il mantenimento dell’umidità alla percentuale desiderata come: Boveda e Boost. È possibile trovare in commercio anche dei contenitori per conservare la cannabis con il vetro oscurato, per non permettere la penetrazione della luce.

Contenitori Vetro Scuro per Concia Cannabis

Per l’hashish invece esistono dei contenitori creati con uno speciale silicone, prodotti appositamente per non fare attaccare il fumo o gli estratti e per mantenerli al buio.

Cannabis

Prevenire e Fermare le Paranoie: Manuale di Sopravvivenza

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La cattiva reputazione della marijuana – almeno da quando il monopolio delle droghe leggere è in mano alle organizzazioni mafiose e al mercato nero – dipende soprattutto dagli effetti (decisamente poco piacevoli) che alcuni cattivi prodotti causano ai consumatori.

La maggior parte degli ignari avventori dello spaccio non ha idea di cosa sta comprando. Anzi: nessuno (neanche il più esperto conoscitore dei segreti della cannabis) è in grado di stabilirlo, se compra in nero, da gente poco raccomandabile, in mezzo alla strada. Ma a quanto pare il futuro delle droghe leggere in Italia è questo: prodotti mediocri che, spesso, provocano più danni che altro.

Perché alcune persone non riescono a gestire la cannabis?

Al di là delle qualità del singolo prodotto, le varie tipologie di cannabis funzionano tutte più o meno allo stesso modo. Nel cervello le informazioni si collegano tra loro come dei network: ce ne sono di vario tipo, dalle più banali associazioni a quelle più complesse, che ci fanno dar valore alle informazioni che recepiamo. Ecco, il THC altera questi network e di conseguenza la nostra percezione delle cose.

Interrompere un network implica smettere di vedere le cose come sono davvero e alterarne la percezione: ecco, qui subentra l’ansia e lo stato paranoico. Sulla base di questo collegamento (il THC inibisce il nostro cervello e distorce la nostra visione della realtà) iniziano gli studi sul collegamento tra abuso di cannabis e malattie mentali: è venuto fuori che esistono alcuni legami tra cannabis e schizofrenia, ma non siamo ancora in grado di determinarne l’entità.

Il neuroscienziato Thomas Deuel, professore di Neurologia all’Università di Washington, sostiene che non è la cannabis a causare questo tipo di malattie, bensì influisce solo quando c’è già una predisposizione di partenza, che se portata agli estremi può diventare schizofrenia, ma anche bipolarità e depressione.

8 modi per controllare (ed evitare) lo sballo troppo intenso

Immagine presa da @Leafly
  1. Mai andare nel panico: non esiste la possibilità di andare in overdose di cannabis, perciò qualsiasi cosa stai provando, passerà presto.
  2. Conosci i tuoi limiti: non esagerare con le dosi, per godere di una fattanza perfetta il segreto è la giusta quantità.
  3. Tieni a portata di mano acqua (tanta acqua) e snack a base di zuccheri, per ogni eventuale calo di pressione – e per quando arriverà la fame chimica, ovviamente. Evita la caffeina e soprattutto l’alcol (le peggiori storie sono iniziate mischiando droghe e superalcolici).
  4. Se vogliamo dar retta a Neil Young, tieni vicino del pepe nero – assieme al succo di limone e alle noccioline, sembra sortire effetti positivi.
  5. La cosa migliore da fare in questi casi è: trovare un posto calmo, tranquillo e comodo e fare un pisolino (è la risposta a quasi tutti i problemi, di solito).
  6. Fai una passeggiata: aria fresca e un po’ di attività fisica sono la combinazione perfetta per far volare via i brutti pensieri, le ansie e le tachicardie.
  7. Sciacquati il viso, oppure concediti una doccia rinfrescante: il tuo corpo te ne sarà grato.
  8. Ovviamente, distraiti. Cadere in uno stato di paranoia riversa nella mente una serie di pensieri – quelle brutte cose a cui non abbiamo il coraggio di pensare mai, che improvvisamente arrivano tutte insieme. Perciò guarda un cartone animato (leggero, ovviamente), ascolta una canzone (sono proibite le ballate tristi) oppure gioca ad un videogame.

Secondo uno studio del British Journal of Pharmacology condotto dal Dr. Ethan Russo – direttore della ricerca presso l’International Cannabis Institute a Praga – c’è una connessione tra la cannabis e il pepe nero (in effetti, è uno dei rimedi che consiglia Neil Young). A quanto pare, i terpenoidi del pepe e il tetroidracannabinolo della cannabis cooperano all’interno del cervello per “produrre armonia”.

Punto bonus: Puoi usare del CBD per smorzare gli effetti più ansiogeni del THC

Ovviamente il CBD è per natura un “ansiolitico”: non è psicoattivo come il THC, e quando è isolato non produce la consueta “euforia”. Queste due componenti (CBD e THC) cooperano insieme, ma ognuno ha le sue specialità. Piccole quantità di CBD ingerite prima, possono aiutare a modulare lo sballo eventuale e a “prenderla bene”.

Il CBD regola i recettori associati al THC ed è questa la chiave della cannabis terapeutica: soprattutto, regola gli eccessi dell’attività dei cannabinoidi nel cervello – che sono la causa dell’ansia e delle paranoie.

Perciò, tutti coloro che sostengono che dopo i 25 anni sia impossibile fumare senza paranoie evidentemente non hanno preso gli accorgimenti necessari.

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L’olio al CBD di Sensi Seeds è ottimo per trattare disturbi riconducibili all’ansia e allo stress. Le doti terapeutiche e ansiolitiche del CBD sono note e certificate da anni.

In Italia è possibile acquistare questi estratti edibili in totale legalità.

Tra i vari che abbiamo avuto modo di testare, quello di Sensi Seeds è sicuramente uno dei più ricchi di principio attivo e efficaci nel trattamento terapeutico.

La base grassa ottenuta dall’olio di cocco inoltre, non va ad alterare il sapore del cannabinolo, rendendolo sicuramente più adatto a chi non ama i gusti forti – cosa che succede quando si utilizzano estratti a base di olio di canapa e oliva.

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Cannabis

Il Gel alla Canapa per alleviare i Dolori Muscolari e alle Articolazioni

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Sono ormai risaputi a tutti – o quasi – i benefici terapeutici della Cannabis. In Italia infatti è possibili farsi prescrivere la Cannabis Terapeutica per trattare le più variate patologie.

La Cannabis di Stato è disponibile in varie tipologia – divise anche in base alla patologia da curare – e possono avere alti contenuti di THC, CBD o ratio 1:1.

Quello che non molti sanno però è che oltre alla Cannabis di Stato, esistono altre soluzioni acquistabili anche senza prescrizione per trattare patologie minori, che in alternativa richiederebbero prodotti para-farmaceutici.

La rivelazione

Mia madre ha sempre sofferto di infiammazioni muscolari e, per via di un incedente in giovane età anche di dolori alle articolazioni.

Questi dolori costringono periodicamente mia madre a ricorrere a farmaci antidolorifici o a trattamenti speciali e costosi presso cliniche e specialisti.

Vista la natura costosa di questi trattamenti, spesso preferisce farne a meno, sacrificando il suo benessere e la sua salute.

Preso dallo sconforto che colpisce un figlio che vede soffrire la propria madre a cadenze addirittura settimanali, ho deciso di fare un giro su Amazon per cercare una soluzione a base di Cannabis – e i suoi principi attivi – per placare quantomeno il suo malessere.

Ciò che è banale, spesso è anche efficace

Sfogliando le varie pagine dell’infinito quanto famoso Marketplace mi sono imbattuto in un prodotto chiamato 5Kind Gel.

Si tratta di un Gel Lenitivo alla Canapa. Come lascia intuire il nome si tratta appunto di un Gel Lenitivo da applicare sulle parti interessate per placare e ridurre i dolori di natura articolare o muscolare.

Prima di procedere all’acquisto, anche se il prezzo non è esageratissimo – ho comprato cazzate per molto meno – ho effettuato delle ricerche approfondite sul web e ho letto tutte le 100+ recensioni positive presenti su amazon.

Hai capito bene, 100+ Recensioni Positive.

Sicuro dell’efficacia – almeno sulla carta – del prodotto, decido di acquistarlo per poterne provare davvero la potenza.

Il Pacco ovviamente arriva nei tempi ai quali ci ha abituati amazon, qualche giorno.

Nell’ultimo periodo, per via dell’altissima umidità dovuta alle costanti piogge, mia madre accusava dolori un giorno sì e uno no.

Abbiamo deciso di fare il primo test.

Il risultato? Dalla prima applicazione, mia madre ha notato una netta diminuzione dei Dolori! Quasi non ci credeva. Quasi non ci credevo.

Il gel infatti contiene più di 11 estratti naturali, non solo di Canapa.

L’odore è davvero piacevole, è rinfrescante e l’effetto lenitivo è quasi immediato.

Il formato da 300ml – bello grosso – permette un utilizzo prolungato, anche più di un mese. Dipende comunque dalla frequenza delle applicazioni.

Attualmente è il terzo barattolo che acquisto, mamma ha diminuito l’utilizzo di farmaci quasi drasticamente, migliorando notevolmente anche il suo umore.

Non è guarita, tanto meno non è diventata un atleta olimpionico, tuttavia questo gel è riuscito – contro ogni pronostico – a migliorare notevolmente la sua qualità della Vita.

Chi l’avrebbe mai detto.

Il Gelo lo trovate cliccando Qui a €20 circa, è 100% di origine vegetale e l’azienda produttrice pratica anche una politica di Garanzia Soddisfatti o rimborsati.

Per chi come mia madre soffre frequentemente di dolori muscolari o articolari, potrebbe essere la soluzione naturale tanto bramata.

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Cannabis

Cannabis e Microdosi: I vantaggi di un consumo Moderato

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Viviamo nell’epoca in cui la corsa allo strain più forte e alti contenuti di THC significano tutto. C’è però una crescente comunità di sostenitori della Cannabis che spinge per un consumo più moderato della sostanza. Questa tecnica è chiamata “microdosing” o micro dosi, una tendenza sempre più apprezzata soprattutto fra i più grandi.

Cos’è il Microdosing?

Chi utilizza questa tecnica la preferisce al normale consumo perché permette di apprezzare i benefici del THC senza però dover affrontare gli effetti psicoattivi che possono interferire con le esigenze della vita quotidiana.

Il Microdosing è una tecnica già utilizzata con altre sostanze come l’LSD, molti però credono che questa può funzionare efficacemente anche per la Cannabis con alti contenuti di THC.

“Quando si assume una dose elevata si ottengono minori benefici e talvolta si ottiene l’effetto contrario a quello ricercato. Un po’ di cannabis può aiutare a ridurre l’ansia, mentre troppa invece può causarla”

afferma un medico del Maine.

Cosa comporta il Microdosing in ambito Terapeutico?

Il Microdosing viene consigliato principalmente ai pazienti che vogliono trattare condizioni e patologie quali: ansia, depressione, stress, dolore, migliorare la concentrazione e favorire il sonno.

Anche se mancano ancora le prove empiriche, molte cliniche affermano che in ambito terapeutico è meglio assumere piccole dosi di THC.

Qual è il dosaggio ottimale per la Cannabis?

La risposta è semplice ed è: dipende. C’è una enorme differenza nella quantità di THC contenuta nei vari fiori e hash.

Il microdosing è quindi qualcosa di molto personale, ogni individuo dovrebbe essere consapevole della quantità minima necessaria per sentire un effetto, ma anche di quella massima per non andare ko. Alcuni studiosi consigliano di partire con 2,5mg (2% circa di THC) per poi aumentare progressivamente laddove necessario.

Per chi consuma cannabis abitualmente o sta sviluppando una certa tolleranza al principio attivo, si raccomanda un periodo di astinenza di 48 ore, sufficiente per poter ripristinare il sistema endocannabinoide.

Anche se può sembrare una finestra temporale relativamente breve dopo anni di utilizzo, uno studio basato sull’imaging celebrale dimostra che dopo solo 2 giorni i recettori del sistema tornano ai livelli basali.

Pertanto la tecnica del Micro Dosing o micro dosi potrebbe aiutarti ad apprezzare maggiormente la cannabis e i suoi benefici.

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