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Il 78% dei Consumatori di Cannabis la usa per problemi Medici

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Il 78% dei Consumatori di Cannabis la utilizzano come medicinale.

Proprio cosi, stando a quanto riportano i risultati di un recentissimo studio condotto dall’Istituto per la ricerca sociale dell’Università del Michigan, il tutto sotto forma di sondaggi con infine un’analisi riguardante solo quelli completati (oltre l’85%).

Il 58% di questi è stato terminato da uomini, il 40% da donne con un range d’età che andava dai 18 ai 71 anni.  Dallo studio emerge che il 44 % di consumatori di cannabis medica ha dichiarato di aver smesso di prendere definitivamente un farmaco da prescrizione, specificando però di essere stati sempre consumatori di cannabis ricreativa. Se tali pratiche siano state avviate su consiglio dei fornitori di assistenza sanitaria non è stato, però, determinato. Ben il 78% degli utenti, invece, ne fa uso per curare alcuni problemi fisici.

I Consumatori di Cannabis utilizzano il bedrocan come medicinale.

Importante sottolineare che quattro dei cinque più comunemente trattati – dolore, problemi alla schiena, depressione, disturbo bipolare, mal di testa o emicrania – non sono attualmente specificati nelle condizioni di qualifica del Michigan per la Cannabis Medica, sebbene non siano rari i casi in cui questi problemi sfocino in vere e proprie condizioni mediche. Nonostante ciò, la normativa statale relativa a ciò ha all’interno una clausola che può essere interpretata includendo altre condizioni di salute per cui la cannabis medica fornisce qualche beneficio.

La Cannabis Terapeutica come alternativa ai Farmaci Convenzionali

Grazie alla cannabis, quindi, alcuni soggetti possono o potrebbero bloccare l’assunzione di altri farmaci, ma ciò non sorprende: la marijuana non ha tanti effetti collaterali estremi come i farmaci da prescrizione ed è meno probabile che venga abusata rispetto ad altri.

Precedenti ricerche hanno dimostrato che, quando gli utilizzatori di oppiacei hanno accesso alla cannabis, prendono meno o smettono completamente di assumere antidolorifici. Ultimo, ma non meno importante, è un dato che fa storcere il naso: dei soggetti analizzati, il 30% ha dichiarato, per via di una mancata ma consapevole comunicazione, che il proprio medico non sapeva dell’utilizzo di cannabis medica.

Cannabis Terapeutica: Si all’aumento dei quantitativi per il 2019

Attenzione Noi di YouWeed prendiamo atto delle interpretazioni varie e differenziali sull’uso della cannabis come sostituto medicinale. Nell’attuale sistema sanitario, le riduzioni auto-iniziate o le interruzioni dei farmaci prescritti sono interpretate come non conformità. Il fatto che così tanti partecipanti allo studio non abbiano discusso del consumo di cannabis medica con il proprio medico fa capire come ci sia ancora mancanza di integrazione tra questi tipi di trattamento, è vero. Tuttavia, vivere in uno stato civile significa essere civili e questo comporta anche dover informare il proprio medico in caso si decidesse di sostituire un farmaco con un altro o, in casi estremi, bloccarne l’assunzione a prescindere dal consumo di Cannabis

Le decisioni, nel caso specifico, sono state prese in base alla superiorità percepita verso i benefici derivanti dalla cannabis rispetto ai classici farmaci. Si possono estrapolare, quindi, interessanti informazioni sulla visione che i consumatori di cannabis medica hanno sulla comparabilità di quest’ultima con l’assistenza, sanitaria e farmaceutica, tradizionale.

Inutile dire che saranno necessari confronti sistematici e completi per generare effetti politici e pratiche aventi come obiettivi relazioni su trattamenti convenzionali, comprendendo sia i prodotti farmaceutici convenzionali che la cannabis medica.

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Cannabis Terapeutica: Si all’aumento dei quantitativi per il 2019

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Si all'aumento della Cannabis Terapeutica in Italia per il 2019

Dopo aver accettato la richiesta di aumentare i quantitativi di Cannabis Terapeutica per il 2019 nella giornata di ieri, 19 dicembre 2018, il Ministro della Salute olandese, Hugo De Jonge, ha comunicato la sua decisione alla rispettiva italiana, Giulia Grillo. Questa, da parte sua, accoglie con entusiasmo questa notizia.

Cannabis Terapeutica, arriva l'ok dall'Olanda per aumentare la produzione di 700kg.

Negli ultimi mesi, le disponibilità di Cannabis a uso medico sono cresciute, venendo dunque incontro alle giuste richieste delle associazioni dei pazienti, anche se restano difficoltà nella distribuzione su cui vanno fatti ulteriori passi avanti. Mi sono impegnata fin dalle prime settimane del mio insediamento a trovare il modo per rispondere con atti concreti alle esigenze delle persone sofferenti, che dall’uso della cannabis terapeutica traggono effettivo sollievo al dolore cronico.

Sono state queste le parole della Grillo a fronte di richieste sempre più alte di Cannabis Terapeutica. Il Ministero specifica che “si tratta di infiorescenze prodotte dalla società Bedrocan per conto del Governo dell’Aja, commercializzate dall’Office of medicinal Cannabis, l’organismo nazionale deputato al controllo e alla vendita della Cannabis a uso medico.”

Cannabis Terapeutica: Sì alla Produzione in Lombardia

Cannabis Terapeutica: Il 2019 è l’anno della svolta?

A chi guarda con sufficienza a queste problematiche e fa ironia sull’uso di questa sostanza rispondo da medico, prima che da ministro, ricordando a tutti che le preparazioni a base di cannabis possono essere prescritte solo dal medico e sono utilizzate principalmente nella terapia del dolore, in caso di gravi patologie quali la sclerosi multipla e le lesioni midollari, ma anche nella cura dei tumori per alleviare i sintomi causati dalla chemio e radioterapia. Anche per questo sono particolarmente orgogliosa di poter dare una prima risposta ai pazienti, perché sappiamo, lo ripeto, che vi sono ancora disomogeneità nella distribuzione del farmaco e su questo bisogna continuare a lavorare.

La Grillo si espone ancora di più, difendendo a suo modo la Cannabis Terapeutica per aiutare chi ne ha bisogno.

Il 2019 diventerebbe così, finalmente, l’anno della svolta per i pazienti bisognosi di Cannabis Terapeutica.

Attualmente in l’Italia la Cannabis presente dipende dalle importazioni dall’Olanda e dalla Germania e dalla produzione nazionale assicurata dallo Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze. Il totale è, dunque, di 200 kg annui proveniente da Firenze e dalla Germania e dall’Olanda gli stock devono ancora essere definiti.

Tuttavia, le importazioni dipenderanno dalla effettiva disponibilità.

Ma, con questa nuova presa di posizione per il 2019, il totale è aumentato di circa 700 kg all’anno.

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Cannabis Terapeutica: Sì alla Produzione in Lombardia

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La regione Lombardia vuole dare il via alla produzione di Cannabis Terapeutica. Infatti, lo scorso 4 dicembre 2018 il consiglio regionale con il consenso di tutti i gruppi politici ha accolto la mozione presentata da Michele Usuelli (+Europa).

La volontà non è solo quella di interrompere il monopolio della produzione, esclusiva dello stabilimento chimico-farmaceutico pubblico di Firenze, ma includere anche una formazione specifica per i medici e un resoconto annuale dettagliato sui pazienti in cura.

Ce n’è per tutti?

Aumenta sempre di più la richiesta di farmaci a base di Cannabis, richiesta che tuttavia non è soddisfatta a causa delle scarse forniture di Cannabis Terapeutica del Paese. Questo ha già portato innumerevoli persone all’abbandono delle cure, come nel caso ligure, ostacolando così il diritto alla saluta di migliaia di pazienti, causando una vera emergenza sanitaria.

La maggior parte della Cannabis presente in Italia è importata dall’Olanda (700 kg per il 2018/2019), la quale importazione comporta un aumento dei prezzi e tempi di consegna più lunghi. La produzione fiorentina è di circa 100 kg l’anno (si punta ai 300 kg): un quantitativo molto ridotto rispetto alla richiesta italiana che ha un potenziale di circa 20 milioni di pazienti, stima calcolata dal dottor Giampaolo Grassi.

“I derivati della cannabis non sono solo farmaci di comprovata efficacia, ma la canapa è anche un’opportunità economica importante per la Regione. Attendere ulteriormente con la sperimentazione sarebbe un grave danno per i cittadini lombardi e per il sistema economico regionale”

Luigi Piccirillo

Obiettivi e vantaggi del progetto

Attraverso il testo approvato, si chiede una formazione dei medici, un monitoraggio del fabbisogno di Cannabis a uso terapeutico e il miglioramento dello studio e della produzione di questo medicinale. Lo scopo è quello di aumentare la disponibilità di un prodotto made in Italy cercando di andare incontro ad una domanda in continua crescita.

Questo progetto, oltre ad essere un beneficio per quei pazienti che trovano difficoltà nell’accesso alle cure, è anche un’opportunità per creare nuovi posti di lavoro. La Coldiretti, infatti, ha stimato che se la produzione nazionale fosse sufficiente per soddisfare i bisogni del Paese, si andrebbe a generare un mercato di circa 1,4 miliardi di euro con conseguenti 10 mila nuovi posti di lavoro.

“Se il governo autorizzasse la coltivazione controllata della cannabis terapeutica da una parte si soddisferebbe la domanda proveniente da malati gravi e dall’altra parte si creerebbero posti di lavoro e profitti utili a preservare il patrimonio delle cascine milanesi per cui manca la disponibilità di fondi pubblici necessari per le urgenti ristrutturazioni”

Alessandro De Chirico

Cannabis Terapeutica: Esempi dal Mondo

La Lombardia produrrà la cannabis terapeutica internamente

La Lombardia produrrà la cannabis terapeutica internamente

C’è speranza, dunque, per quei pazienti che nel nostro Paese hanno avuto non poche difficoltà ad accedere a cure che spetterebbero loro di diritto.

Negli Stati Uniti la corsa alla legalizzazione va avanti da anni, sia per scopi terapeutici che ricreativi. Sono ben 10 gli Stati in cui è possibile farne uso, fra gli ultimi arrivati c’è il Michigan.

In Israele, uno dei Paese maggiormente avanzati riguardo l’uso della Cannabis e del suo studio scientifico, il governo ha stanziato 2 milioni di euro per la ricerca e l’innovazione di metodi di produzione e di genetiche di Cannabis.

Nel 2016 sono state anche dispensate circa 11,5 tonnellate di cannabis in Israele in un territorio composto da 8 milioni di abitanti ed oltre 30mila pazienti.

Inoltre, questo stato permette ai propri militari l’utilizzo di questa pianta, dati gli ottimi risultati nella cura del PTSD, cioè la sindrome da stress post traumatico.

Un'ulteriore soluzione a quella prevista dallo Stabilimento Militare di Firenze.

Un’ulteriore soluzione a quella prevista dallo Stabilimento Militare di Firenze.

Un’altra nazione che continua a darci l’esempio è il Canada, dove già dal 2001 è possibile usufruire della Cannabis per uso medico. Grazie ad una licenza statale, il paziente può recarsi nei dispensari per acquistare i prodotti necessari, oppure farsi consigliare la genetica migliore per le proprie esigenze e coltivarla liberamente in casa.

Infatti, nel 2016 sono state distribuite oltre 9 tonnellate di cannabis – senza considerare quella auto-prodotta dai pazienti.

Tuttavia, nel caso in cui un paziente presenti patologie che non permettono la coltivazione, può nominare una persona a sua scelta che la coltivi.

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